Alcuni numeri non sono soltanto statistiche, ma diventano anche nomi, volti e storie. È il caso di “185”, il titolo scelto per uno spettacolo teatrale che porta al centro della scena il tema della sicurezza sul lavoro e lo fa partendo dalla vicenda di Luana D’Orazio, la giovane operaia di 22 anni morta il 3 maggio 2021 in un’azienda tessile in provincia di Prato.
Luana rimase intrappolata negli ingranaggi di un orditoio e perse la vita mentre lavorava. Nel 2021 fu la 185ª vittima di un incidente sul lavoro registrata in quell’anno. Da quella cifra nasce il titolo dello spettacolo, pensato per trasformare un dato in una riflessione sulla dignità del lavoro e sulla necessità di rendere la sicurezza una priorità concreta.
L’appuntamento è in programma questa mattina alle ore 10 al Teatro Sperimentale di Pesaro, davanti agli studenti delle classi quarte e quinte delle scuole superiori. L’iniziativa è organizzata dalla Uil Marche, nell’ambito di un percorso rivolto soprattutto alle nuove generazioni, con l’obiettivo di alimentare una maggiore consapevolezza sui rischi presenti nei luoghi di lavoro. Prima dello spettacolo è prevista una tavola rotonda alla quale parteciperanno Emma Marrazzo, madre di Luana D’Orazio, la segretaria nazionale della Uil Ivana Veronese, i segretari generali nazionali di categoria Paolo Andreani, Uiltucs, e Daniela Piras, Uiltec, insieme alla segretaria generale della Uil Marche Claudia Mazzucchelli. Il confronto sarà moderato dal giornalista Michele Romano.
A fare da sfondo al dibattito saranno anche i dati sugli incidenti sul lavoro nelle Marche. Nei primi sette mesi dell’anno sono stati registrati 10.134 infortuni, una media di circa 47 al giorno e l’1% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Nello stesso arco temporale sono state 13 le persone morte sul lavoro.
Numeri che riportano la discussione dalla dimensione individuale a quella collettiva. Dietro ogni cifra ci sono lavoratori e lavoratrici, famiglie e comunità che si trovano a fare i conti con conseguenze spesso irreversibili. La Uil Marche rilancia così anche la campagna “Zero morti sul lavoro”, con particolare attenzione alla formazione e alla sensibilizzazione nelle scuole. L’obiettivo dichiarato è contribuire a costruire una cultura della prevenzione già prima dell’ingresso nel mondo del lavoro. a sicurezza, infatti, non dovrebbe essere considerata soltanto un insieme di procedure da rispettare o un adempimento burocratico. Dovrebbe diventare parte integrante dell’organizzazione quotidiana del lavoro, della formazione e della responsabilità di chi opera nei luoghi di lavoro.
Ed è forse proprio questo il significato più profondo di “185”: ricordare che dietro un numero non c’è mai soltanto una statistica. C’è una persona. E trasformare quel numero in memoria e consapevolezza significa provare a fare in modo che altre vite non debbano essere aggiunte a quell’elenco.
















