Carmelo Lercara ha 33 anni ed è nato a Catania, ma da ormai 15 anni vive a Roma. Lavora in un’azienda che produce depuratori d’acqua, strumenti fondamentali per filtrare e purificare l’acqua rimuovendo sostanze chimiche, impurità e microplastiche, garantendo così acqua più sicura per uso domestico e industriale.
Giorno dopo giorno, grazie al suo lavoro e osservando il consumo di plastica e i comportamenti delle persone, Carmelo si è reso conto di ciò che spesso sfugge all’occhio comune, ovvero di quanto la plastica sia ormai onnipresente. Di come faccia parte del nostro menù quotidiano dal mattino fino alla sera.
Di fronte a questa cruda realtà, si domanda se siamo semplicemente vittime di un marketing che ci spinge ad acquistare ogni giorno prodotti in plastica o se, consapevolmente, scegliamo di non abbandonare abitudini comode, facendo pagare al pianeta e al nostro corpo il costo di queste scelte.
Il dato più drammatico che Carmelo denuncia riguarda l’Italia: il nostro Paese detiene il primato in Europa per consumo di bottiglie di plastica, e si posiziona al secondo posto nel mondo. Secondo i dati di Plastic Free Foundation e The Guardian, ogni italiano consuma mediamente 227 bottiglie di plastica all’anno, con un impatto enorme su ambiente e salute.
Secondo Carmelo, in un contesto dove il riciclo è spesso promosso come unica soluzione, il vero problema resta la produzione stessa della plastica. “Più che riciclare, bisognerebbe agire alla radice, riducendo la produzione e cambiando le abitudini di consumo”, spiega. La plastica è economica e versatile, ma contiene sostanze chimiche come bisfenolo A (BPA) e ftalati, che possono accumularsi nell’organismo e avere effetti negativi sulla salute, dal sistema endocrino alla fertilità, senza contare l’impatto ambientale devastante: impiega centinaia di anni a degradarsi, inquina fiumi, mari e suolo, e finisce spesso nella catena alimentare.
Carmelo ha iniziato a sensibilizzare le persone fin dai tempi della sua associazione in Sicilia, organizzando eventi “plastic-free” in cui si incoraggiava i partecipanti a portare con sé bicchieri riutilizzabili, evitando quelli monouso.
Da qualche mese, insieme a due collaboratrici, ha dato vita a Iniziativa zero Plastica, un’iniziativa senza budget che utilizza i social per sensibilizzare e spingere le persone a ridurre l’uso quotidiano della plastica. Pur essendo piccola, l’iniziativa ha già avuto successo nel coinvolgere alcune aziende, per proporre offerte e soluzioni alternative, e punta soprattutto sulla comunicazione efficace: informare senza terrorismo, mostrando soluzioni pratiche e alla portata di tutti.
“Abbiamo tutti gli strumenti per farlo, per creare il cambiamento. È solo una questione di cultura e abitudini”, afferma Carmelo. E il suo entusiasmo per il progetto è contagioso: crede fermamente nel potenziale di Iniziativa Zero Plastica e nella possibilità di trasformare la consapevolezza in azione concreta.




















