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HomeEconomia e LavoroAnche la cerniera lampo più sostenibile. Un futuro nuovo per la famosa zip inventata alla fine dell'800

Anche la cerniera lampo più sostenibile. Un futuro nuovo per la famosa zip inventata alla fine dell’800

Il vero salto in avanti arriva con AiryString, la zip brevettata da YKK (in collaborazione con JUKI Corporation) che elimina il classico nastro laterale in tessuto che comporta una riduzione significativa di materiale, fibra, coloranti e consumo d’acqua nella produzione.

È piccola, apparentemente semplice, e spesso la diamo per scontata. Eppure la cerniera lampo — o “zip”, come la chiamano in inglese — ha cambiato la storia del vestiario, del design industriale e perfino dell’economia manifatturiera. Inventata alla fine dell’Ottocento da Whitcomb Judson, la zip non ebbe subito successo. Fu solo negli anni ’20 del Novecento, con l’intervento del miglioramento tecnico da parte dell’ingegnere svedese-americano Gideon Sundback, che la cerniera assunse la forma moderna. 
Per oltre un secolo, la cerniera lampo è rimasta pressoché immutata­ — un’icona di semplicità e funzionalità.

Ma oggi YKK, l’azienda giapponese fondata nel 1934, sta per introdurre una vera rivoluzione: una zip senza il tradizionale nastro di tessuto, più leggera, più flessibile e sostenibile. Potrebbe essere l’inizio di un nuovo standard nel mondo dell’abbigliamento. YKK (acronimo di Yoshida Kōgyō Kabushikikaisha) nasce a Tokyo sotto la guida di Tadao Yoshida, che fin dai primi anni punta su automazione, macchine di produzione proprie e controllo integrato della filiera. Oggi, l’azienda è presente in circa 70 paesi, con oltre 500 stabilimenti distribuiti nel mondo, e continua a dominare il mercato globale delle cerniere. Secondo fonti di settore, YKK detiene oltre il 40% del mercato delle zip a livello mondiale. Nel 2023 YKK ha registrato un fatturato di circa 920,2 miliardi di yen (equivalenti a oltre 6 miliardi di dollari).

Ma non è tutto: nell’esercizio fiscale 2024, l’azienda ha superato la soglia dei 10 miliardi di zippers venduti nel mondo, un traguardo che equivale a oltre 3 milioni di chilometri di cerniere — ossia 80 volte la circonferenza della Terra. Negli ultimi anni YKK ha dovuto fare i conti con turbolenze importanti: i costi delle materie prime sono aumentati, la catena logistica è diventata più instabile, e le barriere commerciali — tra cui dazi su componenti chiave — hanno messo alla prova anche un colosso integrato come questo. Tuttavia, grazie alla sua rete produttiva estesa e alla capacità di reagire rapidamente, YKK è riuscita a mantenere elevata la disponibilità dei suoi prodotti e a rispondere alle esigenze del mercato. Il vero salto in avanti arriva con AiryString, la zip brevettata da YKK (in collaborazione con JUKI Corporation) che elimina il classico nastro laterale in tessuto.

Questo innovativo design è stato presentato ufficialmente nel 2022: i denti sono stati riprogettati, il processo produttivo rivisto e sviluppata una macchina da cucire dedicata, capace di unire direttamente la cerniera al tessuto del capo.
Il risultato? Un sistema più leggero, più sottile e più flessibile che si integra con tessuti moderni e tecnici senza sovrapporsi. La nuova AiryString non è solo un vantaggio estetico o funzionale. La rimozione del nastro comporta una riduzione significativa di materiale, fibra, coloranti e consumo d’acqua nella produzione. Secondo YKK, tutto ciò si traduce in un minore impatto ambientale.
Inoltre, YKK ha già altri prodotti eco-friendly consolidati, come la linea NATULON®, in cui catena, nastro e filo da cucito sono realizzati con materiali~ riciclati. Alcuni marchi non aspettano: nomi come The North Face e Descente Japan hanno già iniziato a sperimentare AiryString nei loro capi tecnici.
Da parte loro, brand più piccoli e attenti alla sostenibilità vedono in questa zip una vera opportunità per proporre capi più leggeri e responsabili. Se AiryString fosse adottata su larga scala, non sarebbe semplicemente un gadget di nicchia: potrebbe diventare un nuovo modello dominante per l’industria dell’abbigliamento. Grazie alla sua struttura più “essenziale” e alla produzione più efficiente, potrebbe ridurre sprechi e costi, rendendo la moda tecnica e sostenibile più accessibile.
YKK, con la sua filosofia del “piccolo ma importante” (Small parts. Big difference.), sembra puntare proprio a questo: non solo a produrre quantità enormi di zip, ma a farlo in modo sempre più innovativo e responsabile. Dietro ogni lampo che usiamo c’è ancora YKK: un gigante silenzioso, invisibile ma onnipresente. E con AiryString, l’azienda giapponese dimostra che anche il componente più banale – la zip – può diventare un motore di cambiamento, non solo tecnico ma ecologico. Dopo quasi un secolo di stabilità, la cerniera lampo è pronta a cambiare volto — e probabilmente lo farà con la firma di YKK.
In Italia, diverse realtà artigianali e industriali del settore tessile hanno integrato la zip nei loro processi, contribuendo allo sviluppo di distretti produttivi in Lombardia, Veneto, Toscana e Campania.  La zip, insomma, è molto più di un oggetto quotidiano: è un simbolo dell’ingegno umano, capace di coniugare semplicità e innovazione, tradizione e modernità. Un piccolo scatto che ha aperto — letteralmente — le porte a un intero mondo.

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Vincenzo De Lucia
Vincenzo De Lucia
Studente di Economia e Commercio presso l’Università Federico II di Napoli, con una forte passione per il mondo della finanza e i suoi meccanismi. E' membro di Starting Finance e dell’ASE – Associazione Studenti Economia, dove approfondisce temi di attualità economica e analisi di mercato. Osservatore dei trend globali e delle loro ripercussioni economiche, mira a coniugare competenze accademiche e visione personale. Svolge da tempo attività di public relations e gestione eventi, collaborando con numerosi locali di Napoli. All’interesse per la finanza affianca una forte attitudine sportiva, che ne riflette disciplina, energia e mentalità orientata agli obiettivi.

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