E’ una delle bevande più antiche prodotte dall’uomo, probabilmente risale al settimo millennio a.C., registrata nella storia scritta dell’antico Egitto e della Mesopotamia. La prima testimonianza chimica nota è datata intorno al 3500-3100 a.C.
E’ la birra, schiumosa, gustosa e preferita dal palato di milioni di persone nel mondo e con una storia che parte da molto lontano. Proprio in Mesopotamia sembra sia nata la professione del birraio e testimonianze riportano che parte della retribuzione dei lavoratori veniva corrisposta in birra. Due erano i principali tipi prodotti nelle case della birra: una birra d’orzo chiamata sikaru (pane liquido) e un’altra di farro detta kurunnu.
Ma ritorniamo ai giorni nostri. Anche intorno a questo antico prodotto si fanno due calcoli perchè rappresenta uno dei pilastri del settore agroalimentare e dell’intera economia nazionale. Pertanto in vista della prossima Legge di Bilancio 2026, AssoBirra rinnova la richiesta al Governo di ridurre le accise sulla birra da 2,99 a 2,97 euro per ettolitro e Grado Plato.
Il comparto birrario genera 10,4 miliardi di euro di valore condiviso, conta circa 112.000 occupati e, ad oggi, ogni addetto alla produzione di birra crea 31 posti di lavoro lungo la filiera. Negli ultimi dieci anni, la birra in Italia ha prodotto 92 miliardi di ricchezza e 24.000 nuovi posti di lavoro, contribuendo alla fiscalità generale per circa 4 miliardi di euro l’anno (di cui 1,5 miliardi di IVA e 689 milioni di accise nel 2024).
Nonostante la solidità strutturale del comparto, negli ultimi due anni si è registrata una flessione dei principali indicatori di mercato (produzione, consumi ed export), aggravata dall’aumento delle accise (+20 milioni di euro solo nel 2024) a fronte di un
-1,5% di consumi e -7,8% di export. Le spinte inflattive e la progressiva erosione del potere d’acquisto hanno ulteriormente aggravato la situazione nel 2025, periodo in cui il mercato continua a mostrare segnali negativi, con particolare criticità nei mesi estivi, tradizionalmente cruciali per il settore.
“La birra è una filiera viva e strategica, che unisce agricoltura, industria e distribuzione, generando valore per l’intero Paese. Oggi più che mai serve una visione di lungo periodo sulla fiscalità: ridurre le accise non significa solo alleggerire un’imposta regressiva, ma restituire slancio a investimenti, occupazione e innovazione. È una misura che rafforza l’intera filiera e la sostiene anche nei momenti di maggiore incertezza economica”, dichiara Federico Sannella, Presidente di AssoBirra.
“Ridurre le accise non è solo una scelta fiscale: è una leva che incide direttamente sul mercato e il potere d’acquisto. Le riduzioni hanno portato risultati concreti, con crescita dei
consumi e della produzione nazionale, mentre gli aumenti hanno generato contrazione e contribuito all’inflazione”, sottolinea Paolo Merlin, Vice Presidente AssoBirra con delega alla cultura della birra e alle tematiche fiscali.












