L’Italia consolida il suo impegno per la sostenibilità ambientale e la qualità turistica: nel 2026 aumentano le località insignite della Bandiera Blu, riconoscimento internazionale che premia le eccellenze costiere e lacustri.
Sono 257 i Comuni italiani rivieraschi che hanno ottenuto la Bandiera Blu 2026, per un totale di 525 spiagge premiate, pari a circa l’11,6% di quelle riconosciute a livello mondiale. A questi si aggiungono 87 approdi turistici. Il dato segna una crescita rispetto allo scorso anno, con 11 Comuni in più: 14 i nuovi ingressi e 3 le uscite.
Il riconoscimento, assegnato dalla Foundation for Environmental Education (Fee), è stato annunciato durante la cerimonia ufficiale tenutasi a Roma presso il Cnr, alla presenza dei sindaci. “I numeri confermano la crescita virtuosa dei territori italiani”, ha dichiarato il presidente di Fee Italia Claudio Mazza, sottolineando il ruolo dei Piani di Azione per la Sostenibilità, sempre più centrali nella gestione del territorio e nella programmazione delle politiche ambientali.
La distribuzione delle Bandiere Blu vede la Liguria in testa con 35 località, seguita da Puglia e Calabria con 27 ciascuna. Campania e Marche restano a quota 20, raggiunte quest’anno anche dalla Toscana. Tra le altre regioni: Sardegna 17, Sicilia e Abruzzo 16, Trentino-Alto Adige 12, Emilia-Romagna 11 e Lazio 10. Più indietro Veneto (9), Basilicata (5), Piemonte e Lombardia (4), Friuli Venezia Giulia e Molise (2). In crescita anche le località lacustri, che raggiungono quota 23, mentre gli approdi turistici premiati salgono a 87, segno di una maggiore attenzione alla sostenibilità anche nel settore della portualità.
La selezione delle località avviene secondo criteri molto rigorosi, basati su analisi delle acque negli ultimi quattro anni e su indicatori ambientali più stringenti rispetto agli standard europei. Tra questi: efficienza degli impianti di depurazione, gestione dei rifiuti, mobilità sostenibile, accessibilità e tutela delle aree naturalistiche.
A contribuire alla valutazione una rete di enti istituzionali e scientifici, tra cui ministeri, università, Cnr e Istituto Superiore di Sanità. Un sistema che premia non solo la qualità del mare, ma anche la capacità delle amministrazioni locali di garantire servizi e vivibilità, in linea con le nuove esigenze del turismo internazionale.












