Non una semplice mostra fotografica, ma un vero e proprio viaggio nella memoria collettiva dei Campi Flegrei. È questo il segno lasciato da “Clessidre periferiche – Uno sguardo tra Passato e Presente nella terra flegrea”, l’esposizione che ha animato il Parco Borbonico del Fusaro, richiamando un pubblico numeroso e partecipe.
Ospitata nelle suggestive sale del Palazzo dell’Ostrichina dal 5 al 15 maggio 2026, la mostra ha raccolto gli scatti del fotografo Gianni Palmers, offrendo ai visitatori un percorso visivo capace di intrecciare memoria storica, trasformazioni sociali e identità territoriale. Le immagini hanno costruito un dialogo intenso tra passato e presente, restituendo uno spaccato autentico dei luoghi simbolo dell’area flegrea.
L’iniziativa, promossa con il contributo dell’Associazione della Stampa Campana – Giornalisti Flegrei e del Centro Ittico Campano, ha registrato una partecipazione superiore alle aspettative. Tra i visitatori, non solo appassionati di fotografia, ma anche cittadini e rappresentanti del mondo culturale, a testimonianza di un interesse diffuso e trasversale.
Grande soddisfazione è stata espressa dal presidente dell’Associazione Giornalisti Flegrei, che ha sottolineato come la mostra abbia rappresentato “un momento di riflessione collettiva sul territorio, sulla memoria e sulla nostra identità”, capace di coinvolgere emotivamente il pubblico e stimolare racconti personali davanti agli scatti esposti.
Sulla stessa linea anche Luigi Borrone, socio dell’associazione con delega alla fotografia, che ha evidenziato la forza narrativa delle immagini: un linguaggio universale capace di fermare il tempo e, allo stesso tempo, di restituire emozioni e appartenenza
Il successo di Clessidre periferiche conferma il ruolo centrale della fotografia come strumento di racconto e valorizzazione del territorio. In un’epoca dominata dalla velocità, iniziative come questa dimostrano quanto sia ancora forte il bisogno di fermarsi, osservare e riconoscersi nelle storie di una comunità. Un’esperienza che lascia il segno e che apre la strada a nuove occasioni di cultura condivisa nei Campi Flegrei.















