La cultura si è fatta carne e respiro a Corbara, trasformandosi in un vero e proprio rito collettivo. La presentazione del libro “Scegli la vita e non tradirla” di Giuseppe Lombardi non è stata soltanto la discussione di un’opera letteraria, ma un momento catartico di testimonianza e condivisione che ha visto un’intera cittadinanza stringersi attorno a un suo figlio.
L’evento, organizzato con dedizione dalla Consulta delle Donne, ha celebrato la storia di una metamorfosi: quella di un giovane che, dopo aver attraversato sentieri impervi e pericolosi, ha trovato nella comunità Mondo X la forza per ricominciare.
Sotto il segno dei colori fucsia e viola simboli di un attivismo instancabile, la Consulta delle Donne ha lavorato dietro le quinte per rendere possibile questa serata di straordinaria intensità. La Presidente Anna Ametrano e tutte le componenti hanno dimostrato quanto il “fare comunità” sia l’unica vera risposta alle fragilità del presente.
Il supporto istituzionale e sociale è stato corale. Dal Sindaco Pietro Pentangelo al parroco Don Vincenzo, dalla delegata alla cultura avv. Manuela Zanin e alla delegata alla scuola avv Monica Tramparulo, passando per gli amministratori locali e le numerose associazioni presenti, ogni intervento ha aggiunto un tassello al mosaico di questo “abbraccio collettivo”. Fondamentale anche il contributo logistico e organizzativo di Camillo Sorrentino, Antonio Caso, Antonio Giordano e della Protezione Civile, che hanno garantito la riuscita di un appuntamento così partecipato.
Uno dei momenti più toccanti della serata è stato affidato alla voce di Antonia Di Prisco, che ha dato vita alle pagine di Lombardi, rendendo tangibile il dolore della caduta e la gioia della risalita. Il valore pedagogico di “Scegli la vita e non tradirla” è apparso evidente a tutti i presenti: è un testo che parla di resilienza, un’opera necessaria che merita di essere diffusa nelle scuole per insegnare ai giovani che non esiste baratro da cui non si possa risalire.
Corbara ha riscoperto il valore della presenza fisica e della solidarietà. La Consulta delle Donne prosegue così il suo percorso, confermandosi un polmone vitale per il territorio, capace di trasformare una storia personale in una vittoria di tutti. Perché quando un figlio della comunità torna a splendere, è tutta la comunità a rifiorire.
















