Dalle manifestazioni di piazza alle aule istituzionali, dal coraggio della denuncia alla speranza che nasce dall’impegno concreto: è questo il cammino che ha portato don Maurizio Patriciello, parroco di Caivano e simbolo della resistenza civile contro i veleni della Terra dei Fuochi, a ricevere l’ottava edizione del Premio Aics Ambiente.
L’onorificenza, istituita da Aics (Associazione Italiana Cultura Sport) per valorizzare attivisti, volontari e giornalisti impegnati nella tutela ambientale, sarà consegnata venerdì 16 gennaio davanti agli studenti del Liceo Nomentano di Roma. A don Patriciello va il riconoscimento intitolato a Roberto Mancini, il coraggioso poliziotto che per primo indagò sulla Terra dei Fuochi e che perse la vita a causa di una malattia contratta proprio per l’esposizione ai contaminanti. A premiarlo saranno la moglie di Mancini, Monica Dobrowolska, e la sua storica squadra investigativa.
L’annuncio arriva in un anno simbolico: nel 2025 la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha condannato l’Italia per non aver protetto la salute dei cittadini della Terra dei Fuochi, lasciandoli esposti ai rischi ambientali legati a rifiuti tossici e discariche abusive. Una sentenza che ha scosso le coscienze e che richiama l’urgenza di azioni concrete.
Con questo premio, Aics Ambiente intende non solo celebrare l’impegno di don Patriciello, ma rilanciare il messaggio che la battaglia per l’ambiente è una battaglia per la vita, la dignità e la giustizia. Oltre al parroco di Caivano, il riconoscimento sarà assegnato anche ad altri protagonisti del cambiamento in varie categorie, tra cui: Didattiche innovative, Protezione della salute per tutti, Istituzioni proattive, GenerosAmbiente.
In un tempo segnato da emergenze ambientali e silenzi colpevoli, la voce di chi non arretra diventa un faro. E oggi, quel faro ha il volto e le parole di don Maurizio Patriciello.



















