mercoledì, 18 Febbraio 2026
Magazine di attualità e lifestyle.
"Più vita alle notizie"
mercoledì, 18 Febbraio 2026
Manchette 200x100: Giovani del Sud
Magazine di attualità e lifestyle. "Più vita alle notizie"
Magazine di attualità e lifestyle.
"Più vita alle notizie"
Manchette di destra
HomeGlobal NewsDov'è la tomba del conte Dracula? Il mistero della sepoltura di Vlad III a S. Maria La Nova

Dov’è la tomba del conte Dracula? Il mistero della sepoltura di Vlad III a S. Maria La Nova

Negli ultimi decenni si è fatta strada una teoria alternativa e suggestiva: la possibile presenza delle spoglie di Vlad III nella Chiesa di Santa Maria la Nova, nel cuore del centro storico di Napoli. Ma mancano certezze e conferme

La figura di Vlad III, principe di Valacchia noto alla storia come l’Impalatore e ancora più noto come il “Conte Dracula”, continua a esercitare un fascino che travalica i confini geografici e disciplinari. Sovrano controverso, protagonista della resistenza anti-ottomana nel XV secolo, Vlad è divenuto nel tempo personaggio letterario, icona gotica e oggetto di una stratificazione di miti che spesso si sovrappongono alla realtà storica.

Tra le questioni più dibattute vi è quella relativa al destino del suo corpo dopo la morte. Accanto all’ipotesi tradizionale che ne colloca la sepoltura nei territori dell’attuale Romania, negli ultimi decenni si è fatta strada una teoria alternativa e particolarmente suggestiva: la possibile presenza delle spoglie di Vlad III nella Chiesa di Santa Maria la Nova, nel cuore del centro storico di Napoli.

Vlad III morì nel 1476 (secondo alcune fonti nel 1477), in un contesto politico e militare estremamente instabile. Le cronache coeve risultano frammentarie e spesso contraddittorie: alcune riferiscono di una morte in battaglia contro gli Ottomani, altre di un assassinio orchestrato da avversari interni. Anche il destino del corpo del principe resta avvolto nell’incertezza. La tradizione più diffusa indica come luogo di sepoltura il monastero di Snagov, ma gli scavi archeologici condotti tra XIX e XX secolo non hanno fornito prove definitive.

L’assenza di una tomba certa ha aperto, nel tempo, lo spazio a ipotesi alternative, alimentate da lacune documentarie e da ricostruzioni genealogiche successive.              L’ ipotesi napoletana si inserisce in un quadro più ampio di relazioni diplomatiche e dinastiche tra l’Europa orientale e l’Italia meridionale nel tardo Medioevo. Il Regno di Napoli aragonese intratteneva rapporti politici con le aree balcaniche, soprattutto in funzione anti-ottomana, e non è storicamente implausibile che membri di dinastie orientali trovassero rifugio o protezione presso corti occidentali. Secondo alcune ricostruzioni, una figlia di Vlad III sarebbe stata accolta nell’ambiente aragonese, favorendo un intreccio familiare che avrebbe legato il principe valacco alla nobiltà napoletana. È in questo contesto che prende forma la leggenda della sepoltura a Santa Maria la Nova.

Il fulcro della teoria risiede in un sepolcro monumentale situato nel complesso di Santa Maria la Nova, tradizionalmente attribuito alla famiglia Ferrillo. L’attenzione degli studiosi si è concentrata in particolare sui simboli scolpiti, tra cui spicca la figura del drago, interpretata come possibile riferimento all’Ordine del Drago. L’Ordine, fondato all’inizio del XV secolo, non era soltanto una confraternita cavalleresca, ma una rete politico-dinastica sovranazionale. Vi appartenne il padre di Vlad III e, per estensione simbolica, l’Ordine è spesso associato anche al principe valacco. Tra i suoi membri o affiliati figurano inoltre esponenti di primo piano della dinastia aragonese, come Ferrante d’Aragona e Alfonso d’Aragona, protagonisti della vita politica del Regno di Napoli nella seconda metà del Quattrocento.

In questo stesso contesto si colloca Matteo Ferrillo, nobile napoletano e proprietario del sepolcro in questione, spesso indicato come membro o simpatizzante dell’Ordine del Drago. Secondo l’ipotesi più discussa, il legame tra il mondo valacco e quello napoletano si sarebbe consolidato attraverso un’unione matrimoniale: Giacomo Alfonso Ferrillo, figlio di Matteo, avrebbe sposato Maria Balsa, identificata da una parte della storiografia come presunta figlia di Vlad III. Se tale ricostruzione fosse corretta, la presenza di simbologie legate all’Ordine del Drago all’interno del sepolcro Ferrillo assumerebbe un significato dinastico e memoriale, piuttosto che puramente decorativo, alimentando l’ipotesi che la tomba potesse custodire, direttamente o indirettamente, le spoglie del principe valacco.

Dal punto di vista strettamente storico, è necessario mantenere un approccio prudente. Le fonti a sostegno dell’ipotesi napoletana sono in larga parte indirette: genealogie ricostruite a posteriori, analogie simboliche, cronache tarde e tradizioni locali. Nessun documento coevo attesta in modo esplicito la presenza di Vlad III a Napoli né la sua sepoltura a Santa Maria la Nova. Tuttavia, il persistente interesse per questa teoria rivela un aspetto fondamentale del rapporto tra storia e memoria. L’immaginario legato a Dracula, amplificato dal romanzo di Bram Stoker, ha contribuito a trasformare Vlad III in una figura liminale, sospesa tra realtà storica e mito moderno, favorendo riletture simboliche del suo destino.

Che Vlad III riposi o meno a Santa Maria la Nova resta, allo stato attuale delle conoscenze, una questione aperta. Ma il valore della leggenda non risiede tanto nella sua verificabilità quanto nella sua capacità di mettere in dialogo luoghi, simboli e memorie differenti. Il caso napoletano mostra come la storia, soprattutto quando lascia spazi vuoti, venga continuamente reinterpretata dalle comunità e dagli studiosi, trasformandosi in racconto, identità e mito. In questo senso, il presunto sepolcro di Vlad III a Napoli non parla soltanto di un principe del Quattrocento, ma del modo in cui il passato continua a interrogare il presente.

Segui il canale LIFE & NEWS su WhatsApp!

Ti è piaciuto l'articolo? Condividilo!

Roberto Cinquegrana
Roberto Cinquegrana
Roberto Cinquegrana è laureato in Storia presso l’Università di Firenze e ha conseguito un Master in Direzione e Gestione dei Musei. Studioso di Archeologia Classica, da oltre venticinque anni si occupa di divulgazione storica attraverso eventi, rievocazioni, convegni e attività didattiche, collaborando con istituzioni museali e parchi archeologici nazionali e internazionali, tra cui le Gallerie degli Uffizi, il Parco Archeologico di Pompei, Parco Archeologico dei Campi Flegrei ed il Museo Archeologico Nazionale di Napoli. È istruttore di equitazione storica e autore di studi dedicati alla cultura equestre e alla storia militare.

Life and News "più vita alle notizie" il nuovo magazine in sinergia con Giovani del Sud

La nostra piattaforma social Giovani del Sud si affianca al nuovo progetto editoriale Life and News Magazine, una testata on line che punta ad una visione fresca e completa del mondo contemporaneo.

Banner 300x250: Nesis Boat - Full Electric
Banner 300x250: EmozionArt
Banner 300x300: Euro Dental Lab 2000 - Raffaele e Amedeo Briola Odontotecnici
Banner 300x250: Birreria Kitebeer - Napoli
Banner 300x250: Schiano Automobili Srl - info@schianoautomobili.it - Monte di Procida
Banner 300x250: Napolart - Bed & Breakfast a Napoli

Ultimi Articoli

Banner 300x250: Scatolificio Martinelli Srl
Banner 300x250: Associazione Dream Team – Donne in Rete - Per la Ri-Vitalizzazione Urbana - APS
Banner 300x250: Ambrosino Servizi Immobiliari
Banner 300x250: Ortopedia Meridionale Dott. Salvio Zungri
Banner 300x250: Oro Più Gioielleria

Da Leggere