L’estate è entrata già nel vivo e con il Ferragosto imminente anche il grande esodo verso spiagge, ombrelloni e creme solari. Ma cosa fanno davvero gli italiani (e non solo) quando si rilassano al mare? Ecco un viaggio tra curiosità, usanze e piccoli riti balneari, dal classico al bizzarro.
Per l’italiano medio, l’ombrellone è il centro del mondo. Si arriva presto (anche alle 7 del mattino) per “accaparrarsi il posto buono”, si pianta il paletto nella sabbia e si dà il via al rito: settimane enigmistiche, cruciverba, giornali sportivi, chiacchiere infinite e partite a carte. C’è chi non rinuncia alla parmigiana portata da casa, chi controlla l’ora del caffè come un rituale sacro e chi, ovviamente, ascolta tutto il lido con le sue playlist estive a volume discutibile.
E le nuove generazioni? Se negli anni ’70 e ’80 c’era il piacere di accontentarsi di una pallone (l’immancabile Supersantos), di inserire il gettone nel Jukebok e di un semplice tuffo al mare, oggi i ragazzi sono i protagonisti del lato “social” dell’estate. Ore a prendere il sole, shooting improvvisati per Instagram, partite a beach volley, chiacchiere da ombrellone e un occhio fisso su TikTok. Il mare è anche il luogo delle prime libertà: primi amori, nuove amicizie e, spesso, la prima vera vacanza senza genitori.
Ma sulle nostre spiagge, anche grazie alla crescita del turismo in molte città, non mancano i turisti stranieri che di solito arrivano più tardi, ma si adattano velocemente. Gli scandinavi amano il sole (a volte anche troppo), gli inglesi leggono moltissimo sotto l’ombrellone, i tedeschi sono i più sportivi (passeggiate, jogging e racchettoni), i francesi amano la discrezione. Ma tutti, indistintamente, rimangono affascinati dal clima, dal cibo e dalla socialità italiana in spiaggia.
C’è chi ama il gelato, chi il bagno a mezzogiorno “tanto è una leggenda metropolitana”, chi colleziona conchiglie e chi si fa la pennichella col cappello in faccia. L’estate, in fondo, è fatta di piccoli gesti, colori, suoni e odori che si imprimono nella memoria. E sotto l’ombrellone, ognuno trova il suo angolo di felicità.



















