L’Epifania chiude ufficialmente il lungo ciclo delle festività natalizie, ma resta una delle ricorrenze più sentite, anche sotto il profilo dei consumi. Secondo i dati del Centro Studi di Confcooperative, nel 2026 gli italiani spenderanno complessivamente 2,4 miliardi di euro per la Befana, con un incremento di 100 milioni rispetto all’anno precedente. Ma il dato complessivo nasconde una polarizzazione crescente nei comportamenti di acquisto.
Se da un lato il 68% degli italiani cerca di contenere le spese, magari perché ha già esagerato a Natale, dall’altro un 22% ha aumentato il proprio budget, puntando su regali di maggiore qualità e significato. Il restante 10% mantiene le abitudini degli anni scorsi. Una fotografia che racconta un’Italia a due velocità, divisa tra chi stringe la cinghia e chi sceglie di investire su momenti e doni simbolici.
Sul fronte dei consumi, i saldi invernali rappresentano un altro snodo cruciale, con una previsione di spesa complessiva intorno ai 5 miliardi di euro. A questi si aggiunge il fenomeno del “re-gifting” (il riciclo dei regali), che vale ben 3,7 miliardi e il lascito degli acquisti del Black Friday.
Due italiani su tre faranno comunque un regalo per l’Epifania. Ma anche qui le scelte cambiano in base alla geografia:
– Al Sud dominano i giocattoli, soprattutto tech e interattivi (62%): robot educativi, tablet per bambini, videogiochi.
– Al Centro resistono le calze di dolciumi (42%), ma crescono anche le “esperienze regalo”: laboratori, spettacoli, musei (+15%).
– Al Nord vince l’abbigliamento (48% delle preferenze), complice anche l’inizio dei saldi.
Intanto cresce il turismo dell’Epifania, con 8 milioni di italiani in partenza, il 90% dei quali sceglie mete italiane. Le destinazioni più gettonate sono borghi storici, città d’arte, località montane e termali. Accanto a queste dinamiche di consumo, Confcooperative accende un faro sulle fragilità sociali: le feste continuano a rappresentare un momento difficile per i 10 milioni di italiani in povertà assoluta o relativa, mentre il ceto medio vive con crescente preoccupazione il calo del potere d’acquisto, stretto tra inflazione e redditi stagnanti.
L’Epifania 2026 restituisce così l’immagine di un’Italia che si muove tra tradizione e trasformazione, dove il consumismo convive con nuove consapevolezze, ma anche con disuguaglianze sempre più evidenti.


















