Il primo giorno alla guida di una grande università può cominciare in molti modi. Andrea Mazzucchi ha scelto di iniziarlo dagli studenti. E non da studenti qualsiasi, ma dai ragazzi che si trovano ad affrontare uno dei passaggi più delicati del nuovo sistema di accesso a Medicina.
Martedì 1° settembre 2026, nel giorno del suo insediamento alla guida dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, il nuovo rettore ha dedicato i primi momenti del mandato alle studentesse e agli studenti del semestre filtro, accolti nell’Aula Magna “Gaetano Salvatore” della Scuola di Medicina e Chirurgia.
Nella stessa mattinata, a Benevento, prendeva il via il percorso collegato dell’Università del Sannio. Due città, due Atenei e soprattutto due inizi nella stessa giornata: quello di un nuovo rettorato e quello degli aspiranti medici chiamati a misurarsi con un modello di selezione profondamente diverso dal tradizionale test d’ingresso.
L’elezione di Andrea Mazzucchi alla guida della Federico II era già nota. La notizia, dunque, non è tanto il suo arrivo al vertice dell’Ateneo, quanto il modo scelto per inaugurare concretamente il mandato.
Il primo incontro è stato con gli studenti del semestre filtro. Proprio davanti a loro Mazzucchi ha affrontato uno dei nodi più evidenti del nuovo sistema: il rischio che un percorso inevitabilmente selettivo trasformi l’esperienza universitaria in una competizione esasperata.
“Il Semestre Filtro non deve diventare una gara nella quale ciascuno vede nell’altro soltanto un concorrente da superare. L’Università non è questo”, ha spiegato il neo rettore.
L’invito è a studiare con serietà e determinazione, ma senza trasformare la ricerca del risultato in ansia permanente e senza sacrificare affetti, passioni e vita personale. Un messaggio che acquista un peso particolare perché rivolto a studenti che, al termine del semestre, dovranno comunque confrontarsi con una graduatoria nazionale.
Il semestre filtro ha superato il tradizionale test preliminare, ma non ha cancellato la selezione. L’ha spostata. Gli studenti iniziano il percorso universitario e affrontano gli insegnamenti di Biologia, Fisica, Chimica e propedeutica biochimica.
Saranno poi gli esami sostenuti e la graduatoria nazionale a determinare chi potrà proseguire nel corso scelto, e non è una differenza marginale. Con il vecchio sistema la selezione avveniva prima dell’ingresso effettivo nelle aule. Oggi arriva dopo settimane di lezioni, studio e rapporti con docenti e colleghi. In altre parole, quando lo studente ha già cominciato a sentirsi parte dell’università.
Alla Federico II gli aspiranti medici coinvolti sono 3.319. Numeri che trasformano il semestre anche in una prova organizzativa per l’Ateneo, chiamato a garantire didattica, aule, servizi di orientamento e tutoraggio a una platea particolarmente ampia.
L’avvio del 1° settembre assume anche un significato territoriale. Federico II e Università del Sannio hanno scelto di affrontare insieme questa fase, collegando Napoli e Benevento e attivando al Sannio i corsi replica dell’Ateneo federiciano.
Accanto a Mazzucchi, la rettrice dell’Università del Sannio Maria Moreno. Il messaggio condiviso dai due Atenei è chiaro: la fase selettiva non deve far perdere di vista la qualità della formazione e il benessere degli studenti.
“L’inizio di questo percorso è prima di tutto l’inizio di una nuova esperienza formativa e umana”, hanno sottolineato Mazzucchi e Moreno.
Ed è forse qui che si trova la parte più interessante della giornata. Cambiare il sistema di accesso a Medicina non significa soltanto sostituire un test con alcuni esami. Significa chiedere alle università di gestire diversamente la selezione e, soprattutto, di accompagnare studenti che vivranno per mesi con la consapevolezza di giocarsi la prosecuzione del proprio percorso.
Mazzucchi ha insistito molto sul concetto di comunità universitaria. Ha invitato i ragazzi a vivere gli spazi dell’Ateneo, costruire relazioni con colleghi e docenti e non considerare la persona seduta accanto soltanto come qualcuno da superare.
“Aiutatevi. Confrontatevi. Studiate insieme”, ha detto.
Può sembrare quasi una contraddizione in un sistema destinato a produrre una graduatoria. In realtà, soprattutto parlando di Medicina, è un’indicazione tutt’altro che secondaria. Chi oggi studia per diventare medico, domani lavorerà in strutture nelle quali collaborazione, ascolto e capacità di operare insieme agli altri saranno parte integrante della professione.
La competizione può essere uno stimolo. Quando però diventa isolamento e paura di non essere abbastanza capaci, rischia di impoverire proprio quella formazione che dovrebbe migliorare le capacità di ciascuno.

Dopo l’incontro con le matricole, Mazzucchi ha compiuto il secondo atto del mandato nominando prorettore Nicola Bianco, professore ordinario di Fisica Tecnica Industriale e direttore dal 2020 del Dipartimento di Ingegneria Industriale, uno dei 12 Dipartimenti di Eccellenza 2023–2027 della Federico II.
Comincia così a delinearsi anche la nuova governance dell’Ateneo. Per capire quale sarà davvero l’impronta del rettorato Mazzucchi servirà naturalmente tempo. Un primo giorno non basta per giudicare un mandato. I primi atti, però, raccontano sempre qualcosa.
Il 1° settembre 2026, mentre Napoli e Benevento aprivano le aule agli aspiranti medici, il nuovo rettore della Federico II ha scelto di iniziare proprio da loro. Studiare, competere quando necessario, cercare di raggiungere il risultato. Ma senza dimenticare che l’università dovrebbe essere prima di tutto una comunità di persone.
Sembra un principio semplice, ma nel giorno in cui il futuro di migliaia di studenti comincia a passare attraverso lezioni, esami e una graduatoria nazionale, non è affatto scontato.














