Una nuova iniziativa civica si fa strada nella lotta contro il tabagismo: è partita una raccolta firme per sostenere una proposta di legge di iniziativa popolare che punta ad aumentare il prezzo dei pacchetti di sigarette e degli altri prodotti da fumo di 5 euro.
E’ già entrata nel vivo la campagna di raccolta firme. Promossa dall’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), Airc, Fondazione Aiom e Fondazione Veronesi, la campagna, di cui molto si è discusso nei mesi scorsi, è da oggi ‘operativa’: tutti i cittadini maggiorenni possono infatti firmare andando sulla piattaforma del Ministero della Giustizia e utilizzando lo Spid, la Cie (Carta di Identità Elettronica) o la Cns (Carta Nazionale dei Servizi).
Duplice l’obiettivo: contrastare il tabagismo e ridurre le morti causate dal fumo, 93mila l’anno in Italia con costi pari a oltre 26 miliardi di euro, e ‘drenare’ nuove risorse da destinare al Servizio sanitario nazionale.
L’aumento riguarda tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina, compresi quelli di nuova generazione come sigarette elettroniche e tabacco riscaldato. Sono necessarie 50.000 firme per presentare la proposta di legge al Parlamento, che successivamente dovrà discutere il disegno di legge.
Il fumo di sigaretta è il principale fattore di rischio oncologico. Il 27% di tutti i casi di cancro è determinato proprio dall’abitudine tabagica. Per ogni settimana di fumo, un tabagista perde un giorno di vita. Un terribile costo umano, con un drammatico impatto sociale e sulla sostenibilità del Ssn. Si stima che l’aumento di 5 euro del prezzo delle sigarette in Italia, che oggi è tra i più bassi in Europa, possa favorire una diminuzione del 37% del consumo, determinando un ricavo pari a circa 14 miliardi di euro.
Gli oncologi rilanciano l’allarme: il tumore del polmone è la “principale causa di morte per tumore in entrambi i sessi nei Paesi dell’Ue e il controllo del tabacco rimane il pilastro della prevenzione per questa patologia”, sottolinea Daniele Finocchiaro, consigliere Fondazione Airc.
Inoltre, l’abitudine tabagica, afferma Giulia Veronesi di Fondazione Umberto Veronesi, “è stata storicamente appannaggio degli uomini ma si è registrato, negli ultimi anni, un incremento tra le donne. Oggi, nel nostro Paese, il 20% della popolazione
femminile è tabagista. Tra il 2003 e il 2017 l’incidenza del tumore del polmone negli uomini è diminuita del 16,7%, mentre nelle donne è aumentata dell’84,3%. È una tendenza molto
pericolosa”.
La raccolta firme, avviata su scala nazionale, rappresenta un chiaro segnale: una parte crescente dell’opinione pubblica è pronta a sostenere misure più incisive per tutelare la salute collettiva e contrastare la dipendenza dal fumo. Ora la parola passa ai cittadini, chiamati a sostenere con la loro firma una proposta che potrebbe cambiare il volto della prevenzione in Italia.



















