In Campania i furti in abitazione restano un fenomeno diffuso, anche se negli ultimi mesi emergono segnali di rallentamento. Nel 2024 nella regione sono stati registrati 9.812 furti nelle abitazioni, con un aumento del 9,4% rispetto all’anno precedente.
Il dato corrisponde a 17,6 furti ogni 10.000 abitanti, un valore comunque inferiore alla media nazionale, che si attesta a 26,4. Per incidenza sulla popolazione la Campania si colloca così al 14° posto tra le regioni italiane.
I numeri emergono dalla quarta edizione dell’Osservatorio sulla Sicurezza della Casa realizzato dal Censis insieme a Verisure, in collaborazione con il Servizio Analisi Criminale del Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno. Oltre ai furti, il rapporto analizza anche il fenomeno delle rapine in abitazione, ovvero intrusioni che comportano violenza o minacce nei confronti dei residenti.
Nel 2024 in Campania sono stati registrati 166 episodi, pari a 3 rapine ogni 100.000 abitanti. Per incidenza sulla popolazione la regione si colloca al settimo posto nella graduatoria nazionale, a pari livello con la Basilicata. Guardando al medio periodo, tra il 2019 e il 2024 i furti nelle abitazioni campane risultano in aumento dell’11,9%.
Nel primo semestre del 2025, però, emerge un’inversione di tendenza: tra gennaio e giugno sono stati denunciati 3.619 furti, con un calo del 15,9% rispetto allo stesso periodo del 2024, quando i casi erano 4.302. Nel 2024 la provincia di Napoli ha registrato 4.189 furti in abitazione, collocandosi al sesto posto tra le province italiane per numero assoluto di episodi. Il dato segna un aumento del 3,7% rispetto al 2023.
Nel primo semestre del 2025, tuttavia, anche nel territorio napoletano si registra una flessione: 1.631 casi, contro i 1.902 dello stesso periodo del 2024, con un calo del 14,3%. In provincia di Caserta la diminuzione appare ancora più marcata. Nei primi sei mesi del 2025 i furti in abitazione sono stati 706, in calo del 23,8% rispetto ai 926 registrati nel primo semestre del 2024. Situazione sostanzialmente stabile invece in provincia di Salerno, dove i casi sono passati da 751 a 760 nello stesso periodo, con una variazione minima (+1,2%).
Il rapporto analizza anche l’Indice regionale della Sicurezza Domestica, un indicatore che combina sicurezza reale e percepita, valutando il contesto territoriale, il rischio di eventi critici nelle abitazioni e le caratteristiche infrastrutturali delle case.

L’indice si basa su tre dimensioni principali:
Sicurezza della zona di residenza – 19° posto, legata alla percezione del rischio criminale nel quartiere.
Sicurezza personale domestica – 16° posto, che valuta la possibilità di subire reati o incidenti all’interno della casa.
Sicurezza delle infrastrutture – 19° posto, riferita alle caratteristiche strutturali e tecnologiche delle abitazioni.
Come evidenziato dal rapporto “La sicurezza al servizio degli italiani”, la casa non rappresenta più soltanto uno spazio privato, ma un ambiente multifunzionale dove si intrecciano vita familiare, lavoro, relazioni e attività digitali. In questo contesto, la sicurezza domestica assume un ruolo sempre più centrale. Secondo l’indagine, il 90,8% degli italiani considera la sicurezza in casa un elemento sempre più importante, mentre l’84,9% ritiene che i dispositivi di protezione aumentino la serenità quotidiana.
Non sorprende quindi che il 64,1% degli italiani preveda di investire maggiormente nei prossimi anni per proteggere la propria abitazione, confermando come la sicurezza domestica sia ormai percepita come un elemento fondamentale del benessere e della qualità della vita.
















