Dopo la vittoria del Milan sull’Inter e quella del Napoli contro il Torino, in città è tornata a circolare — seppur con timidezza — una parola che a Napoli non smette mai davvero di esistere: scudetto.
Sognare, d’altronde, non costa nulla. E il napoletano, anche nelle situazioni più difficili, resta sempre aggrappato alla possibilità di un sogno, persino quando appare irrealizzabile. È il tratto distintivo di una città che vive di passione e che, troppo spesso, si lascia trascinare dall’entusiasmo senza mantenere i piedi ben saldi a terra.
Eppure gli ultimi anni dovrebbero aver insegnato qualcosa. Le vittorie conquistate, ma soprattutto la continuità nel restare stabilmente tra le grandi del calcio italiano, dovrebbero rappresentare il segno di una maturità ormai raggiunta anche dal tifoso partenopeo. Parlare oggi di scudetto, però, significa inevitabilmente prestare il fianco a sfottò e sorrisi ironici da parte degli avversari.
La realtà racconta altro. A dieci giornate dalla fine del campionato, il Napoli guidato da Antonio Conte si trova a undici punti dalla capolista Inter e a quattro dal secondo posto occupato dal Milan. Un distacco importante, maturato in una stagione complicata: tanti infortuni, punti lasciati per strada anche nelle partite più abbordabili e le eliminazioni sia dalla UEFA Champions League sia dalla Coppa Italia.
Per questo, oggi, l’obiettivo deve essere uno solo: consolidare la presenza tra le prime quattro e guardarsi le spalle da squadre che non restano a guardare come la Roma di Gasperini, il Como spettacolare di Fabregas e la Juventus dell’ex Spalletti. Un traguardo che, alla luce delle difficoltà attraversate, rappresenterebbe comunque un risultato significativo.
Qualche segnale positivo, in questo finale di stagione, però non manca. I rientri di elementi fondamentali come Kevin De Bruyne, Billy Gilmour e André-Frank Zambo Anguissa permetteranno finalmente di gestire meglio le energie di chi ha tirato la carretta finora, come Eljif Elmas e come ha sottolineato anche Conte nell’ultima conferenza stampa.
Allo stesso tempo, le difficoltà hanno portato anche qualche scoperta interessante. I giovani Antonio Vergara e Alisson sono stati tra le note più liete di una stagione fin qui sfortunata, dimostrando personalità e qualità proprio nel momento più delicato.
Il Napoli ha tutte le possibilità per chiudere il campionato con un finale all’altezza del valore e dello spessore della rosa. Ma proprio per questo serve lucidità. Non serve parlare di sogni impossibili, né evocare una rincorsa che rischierebbe soltanto di trasformarsi in una nuova delusione. La vera priorità è un’altra: blindare il terzo posto, ritrovare la qualità del gioco e tornare a offrire prestazioni di alto livello.
Lo scudetto, oggi, può perderlo soltanto l’Inter. Ed è una responsabilità che la capolista ha completamente nelle proprie mani.


















