HomeGlobal NewsIl patriarcato non è una legge, è un automatismo

Il patriarcato non è una legge, è un automatismo

Le parole di Tajani su fedeltà e aspetto femminile riaccendono il dibattito: la serietà di una donna non si misura in centimetri di stoffa, ma per le istituzioni il linguaggio è già un atto politico

Ha suscitato forte clamore e riacceso un dibattito mai davvero sopito la vicenda legata alle esternazioni di Antonio Tajani sui criteri di affidabilità e fedeltà femminile associati all’abbigliamento e all’aspetto esteriore. Dichiarazioni che ritraggono la donna meno appariscente come fisiologicamente più seria e rassicurante, a scapito di chi sceglie un’estetica più affascinante o autonoma, non rappresentano una semplice battuta infelice.

Aggiungi Life and News Magazine come fonte preferita su Google!

Si tratta dell’affioramento automatico e quasi inconsapevole di un modello culturale antico, che considera ancora il corpo femminile e il modo di porsi come un metro di giudizio morale. Quando parole di questo tipo provengono da chi ricopre le più alte cariche istituzionali, il problema assume una rilevanza pubblica cruciale. Il patriarcato non è soltanto una struttura giuridica del passato ormai superata dalle leggi, ma una matrice di pensiero profondamente radicata nella società, capace di plasmare percezioni, giudizi e pregiudizi quotidiani. La convinzione che la serietà di una persona sia direttamente proporzionale alla lunghezza della gonna o alla discrezione del suo stile appartiene a una visione arcaica che confonde la modestia con l’integrità professionale e personale.

Un’impostazione del genere finisce per dividere le donne in categorie artificiali: da un lato la figura rassicurante, controllabile e devota, dall’altro quella percepita come inaffidabile solo perché libera di esprimere la propria femminilità. La realtà quotidiana dimostra costantemente l’infondatezza di tali cliché. L’affidabilità, la competenza, la lealtà e la moralità di un individuo non hanno alcuna correlazione con il codice d’abbigliamento adottato o con la profondità di una scollatura. Una donna visivamente appariscente può rivelarsi rigorosa e irreprensibile sul lavoro e nella vita privata, così come un atteggiamento formale o pudico non costituisce di per sé alcuna garanzia di correttezza. Valutare il valore umano e professionale attraverso il filtro dell’apparenza significa perpetuare una forma di arretratezza culturale che ostacola la reale emancipazione e il rispetto della persona.

Il peso di queste affermazioni diventa ancora più rilevante se calato nel contesto della responsabilità politica e istituzionale. Chi governa e rappresenta il Paese non esprime mai soltanto un’opinione personale, ma contribuisce a definire il linguaggio comune, i valori di riferimento e i modelli di comportamento dell’intera comunità. La comunicazione politica ha un valore pedagogico implicito e influenza direttamente l’opinione pubblica. Se chi ricopre ruoli di leadership convalida stereotipi di genere, finisce per normalizzare pregiudizi che la società civile tenta faticosamente di superare da decenni. Al contrario, le istituzioni dovrebbero offrire un esempio virtuoso, promuovendo una narrazione basata sulle competenze, sui diritti individuali e sulla pari dignità, al di fuori di qualsiasi condizionamento legato al genere o all’immagine.

Superare questa mentalità richiede uno sforzo consapevole e costante, poiché oltre un secolo di battaglie per i diritti non è stato sufficiente a eradicare automatismi culturali secolari. È necessario spostare il centro del discorso dal controllo del corpo e dell’immagine della donna alla valorizzazione delle sue capacità e della sua libertà di scelta. Solo quando il valore di una persona sarà giudicato esclusivamente per le sue azioni, il suo impegno e la sua intelligenza, senza passare attraverso il vaglio dell’apparenza, si potrà dire di aver davvero superato l’eredità della cultura patriarcale.

Segui il canale LIFE & NEWS su WhatsApp!

Ti è piaciuto l'articolo? Condividilo!

Angela Giordano
Angela Giordano
Scrittrice, ghostwriter ed editor con una buona esperienza nel mondo del giornalismo e dell'editoria. Collabora con diverse testate giornalistiche e ha pubblicato i due romanzi "Storie di Precariato Sentimentale" e "Giulio è Mia Madre" accolti positivamente dalla critica. Impegnata in numerose attività culturali e televisive, e attualmente Media Press Author presso Sbarro Health Research Organization (SHRO) di Philadelphia, un istituto di ricerca scientifica internazionale.

Life and News "più vita alle notizie" il nuovo magazine in sinergia con Giovani del Sud

La nostra piattaforma social Giovani del Sud si affianca al nuovo progetto editoriale Life and News Magazine, una testata on line che punta ad una visione fresca e completa del mondo contemporaneo.

Banner 300x250: Nesis Boat - Full Electric
Banner 300x250: EmozionArt
Banner 300x300: Euro Dental Lab 2000 - Raffaele e Amedeo Briola Odontotecnici
Banner 300x250: Birreria Kitebeer - Napoli
Banner 300x250: Schiano Automobili Srl - info@schianoautomobili.it - Monte di Procida

Ultimi Articoli

Banner 300x250: Oro Più Gioielleria
Banner 300x250: Napolart - Bed & Breakfast a Napoli

Da Leggere