Oggi siamo costantemente distratti da mille stimoli, senza renderci conto che, a volte, la semplicità si nasconde proprio nelle piccole cose, nei luoghi più nascosti, in ciò che sembra ormai privo di valore.
È proprio da questa consapevolezza che nasce un’idea: un teatro all’interno di una vecchia edicola abbandonata a San Severo, in provincia di Foggia. Un progetto fuori dagli schemi tradizionali, nato dall’intuizione di Francesco Bravino insieme alla compagnia Teatro Foyer ’97, che dimostra come la creatività possa trasformare anche gli spazi più dimenticati in luoghi vivi e significativi.
Quella che un tempo era un’edicola, oggi si trasforma in uno piccolo spazio artistico. Probabilmente il teatro più piccolo d’Italia che però è capace di generare un impatto emotivo enorme. Gli spettacoli sono brevi, essenziali, ma intensi. Il pubblico è ristretto (spesso non più di sei persone) e proprio questa disposizione che diventa il cuore dell’esperienza.
Il repertorio è variegato con 11 attori che si alternano: si va da Goldoni a Cechov, da Ibsen a Euripide, passando per autori contemporanei come Dacia Maraini, Jeanette Winterson e Stefano Benni.
Il vero valore di questo progetto sta infatti nell’annullamento della distanza tra attori e spettatori: non esiste più separazione, non ci sono più pareti sceniche. Ci si guarda negli occhi a poca distanza e si condivide lo stesso spazio. Il teatro torna così alla sua forma più pura, fatta di presenza, relazione e verità.
Ma questa iniziativa acquista un significato ancora più profondo se si considera il contesto in cui nasce. Siamo nel Sud Italia, una terra spesso raccontata attraverso le sue difficoltà, ma che ancora una volta dimostra come proprio dal limite possa nascere una forza creativa straordinaria, che a volte è proprio l’abbandono che genera una rinascita, una possibilità.
Questo piccolo teatro in un’edicola non è solo un progetto artistico, ma un simbolo: la dimostrazione concreta che la cultura può rinascere ovunque, anche negli spazi più inaspettati, purché ci sia qualcuno disposto a credere nel valore delle idee.

















