C’è un nuovo modo di raccontare il vino, ed è un linguaggio che punta a includere davvero tutti. Non solo parole, profumi e sapori, ma anche segni: quelli della Lingua dei Segni Italiana (LIS), che per la prima volta entrano ufficialmente nel percorso formativo di Cantine Carputo.
L’edizione 2026 del Mini Corso di Avvicinamento al Vino segna infatti una svolta importante: ogni lezione sarà accessibile anche alle persone sorde grazie alla presenza dell’interprete Valentina Di Leva. Un’iniziativa che amplia il concetto stesso di degustazione, trasformandolo in un’esperienza condivisa e realmente inclusiva. Non si tratta solo di apprendere le basi dell’enologia, ma di vivere un viaggio sensoriale completo. La cantina apre le sue porte a un racconto fatto di territori, tecniche e storie, in cui ogni calice diventa occasione di scoperta. Un percorso che unisce formazione e piacere, guidando i partecipanti non solo a degustare, ma a comprendere profondamente il vino.
Le lezioni saranno affidate ai professionisti dell’Associazione Italiana Sommelier – Campania, con la partecipazione di esperti come Nicoletta Gargiulo, Paola Licci, Franco De Luca e Gabriele Pollio. Ogni incontro, della durata di circa due ore, offrirà un’esperienza strutturata ma coinvolgente, al termine della quale sarà rilasciato l’attestato di partecipazione AIS. Il programma si articola in sei appuntamenti tematici, che accompagnano i partecipanti dalle basi della viticoltura fino all’arte degli abbinamenti cibo-vino. Tra i momenti più attesi: la degustazione guidata dedicata ai sensi, l’approfondimento sul terroir e la visita in cantina, pensata per vivere da vicino il processo produttivo.
L’iniziativa nasce da una visione chiara: rendere il vino uno strumento di relazione e condivisione aperto a tutti. “Ogni vino ha qualcosa da raccontare ed è proprio nell’ascolto, nella scoperta e nella condivisione che nasce il vero valore di questa esperienza”, è il messaggio che accompagna il corso. A sottolineare il valore di questa scelta è anche Valentina Carputo: “Il vino è condivisione, è relazione, è racconto. E un racconto, per essere davvero tale, deve poter arrivare a tutti. Abbiamo voluto fortemente che questo corso fosse accessibile anche nella Lingua dei Segni, perché crediamo che il vino non debba avere barriere. È un passo importante per noi, che nasce dal desiderio di rendere la nostra cantina un luogo sempre più aperto, inclusivo e accogliente”.
Un progetto che dimostra come il mondo del vino possa evolversi non solo nella qualità dei prodotti, ma anche nella capacità di accogliere e coinvolgere un pubblico sempre più ampio.


















