Una ferita profonda, dolorosa, che colpisce il cuore identitario di Napoli e la sua storia culturale. L’incendio che nelle prime ore di questa mattina ha devastato lo storico Teatro Sannazaro non è solo un fatto di cronaca: è uno squarcio nella memoria collettiva della città, un colpo durissimo a uno dei luoghi simbolo della grande tradizione teatrale partenopea.
Le fiamme si sono sviluppate all’alba, propagandosi rapidamente all’interno della struttura. Sul posto sono intervenute diverse squadre dei vigili del fuoco che hanno lavorato a lungo per domare il rogo e mettere in sicurezza l’area. Il bilancio è pesante: 60 persone sono state costrette a lasciare le proprie abitazioni, con lo sgombero di 15 appartamenti dello stabile che ospita il teatro. Diverse persone sono rimaste intossicate dal fumo e hanno dovuto fare ricorso alle cure dei sanitari.
La Procura di Napoli ha aperto un fascicolo d’indagine per incendio colposo. Gli inquirenti stanno lavorando per accertare le cause del rogo e verificare eventuali responsabilità. L’area è stata posta sotto sequestro per consentire tutti gli accertamenti tecnici necessari.
Un teatro nato nel 1847, simbolo della scena napoletana
Fondato nel 1847, il Teatro Sannazaro rappresenta uno dei presìdi culturali più antichi e prestigiosi della città. Nel corso di oltre un secolo e mezzo di attività ha ospitato compagnie di primo piano, autori e interpreti che hanno segnato la storia del teatro napoletano e nazionale.

Il Sannazaro non è stato soltanto un palcoscenico, ma un laboratorio culturale, un luogo di formazione e di identità, capace di attraversare epoche, crisi e trasformazioni senza mai perdere la propria anima.
Immediata la reazione delle istituzioni. Il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, ha dichiarato: “Il Teatro Sannazaro è un teatro che fa parte della memoria collettiva di Napoli. Ho sentito il Ministro Giuli e insieme abbiamo deciso che il Governo ci sarà. Ho sentito il presidente Fico e insieme lavoreremo per restituire il teatro; ci sarà la massima collaborazione istituzionale per sanare questa ferita”.
Anche il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha assicurato l’impegno del Governo: “A proposito di tracce della nostra immensa creatività, la piccola grande bomboniera di Napoli tornerà splendida com’era prima. Ve lo prometto”.
Dal mondo della cultura arriva infine l’appello dello scrittore Maurizio De Giovanni, presidente del Premio Napoli: “In rappresentanza della fondazione Premio Napoli, e anche a titolo personale, mi dico disponibile da subito a qualsiasi iniziativa sia utile all’immediato ripristino del teatro. Chiamiamo a raccolta tutti, istituzioni, mondo della cultura e dello spettacolo, per una serie di rappresentazioni da fare negli altri teatri della città il cui ricavato vada integralmente devoluto a questa finalità. Questo appello è rivolto a tutto il mondo della cultura: attori, registi, musicisti e produttori. Chiediamo adesioni esplicite”.
Napoli si ritrova oggi a fare i conti con un dolore collettivo. Ma dalla mobilitazione istituzionale e culturale emerge anche la volontà di reagire, di ricostruire, di restituire alla città uno dei suoi luoghi simbolo. Perché il Teatro Sannazaro non è soltanto un edificio: è parte viva dell’anima di Napoli.



















