Un intervento concreto per restituire vita ai fondali marini e rafforzare l’equilibrio dell’ecosistema: è partito ufficialmente a Ponza il progetto BlueSeed, con il rilascio in mare di oltre mille giovani esemplari di astice europeo (Homarus gammarus). L’iniziativa segna l’avvio di un programma ambizioso che unisce ricerca scientifica, tutela ambientale e coinvolgimento della comunità locale.
Il progetto, coordinato dal Dipartimento di Scienze Ecologiche e Biologiche dell’Università degli Studi della Tuscia, rappresenta il primo passo di un piano a lungo termine dedicato al ripopolamento e al monitoraggio della specie nei fondali dell’arcipelago pontino. L’obiettivo è duplice: da una parte ricostruire popolazioni stabili di astice in habitat storicamente favorevoli, dall’altra generare benefici economici e sostenibili per il territorio, in particolare per il settore della pesca.
Le operazioni di rilascio sono state realizzate grazie alla collaborazione tra istituzioni e realtà locali. Fondamentale il supporto del Comune di Ponza, della Guardia di Finanza – con il contributo del nucleo sommozzatori della stazione navale di Civitavecchia – e della Capitaneria di Porto di Ponza, insieme ai diving del territorio. L’iniziativa ha coinvolto anche i più giovani: alcuni bambini dell’isola hanno potuto assistere e partecipare alle attività, trasformando l’evento in un momento educativo oltre che scientifico.
Secondo il responsabile scientifico del progetto, Daniele Canestrelli, il rilascio dei giovani astici rappresenta “un investimento concreto sul futuro del mare di Ponza e delle nuove generazioni chiamate a custodirlo”. Un concetto ribadito anche dai rappresentanti della Guardia di Finanza, che hanno sottolineato il valore strategico della collaborazione tra ricerca, istituzioni e comunità per la tutela dell’ecosistema e lo sviluppo del Paese.
Con BlueSeed Ponza prende forma un modello virtuoso di gestione delle risorse marine, in cui scienza, territorio e istituzioni lavorano insieme per un obiettivo comune. Il ritorno in mare dei primi mille astici non è solo un gesto simbolico, ma l’inizio di un percorso destinato a rafforzare la biodiversità e a promuovere un futuro più sostenibile per l’arcipelago pontino.












