Ci sono volte in cui una medaglia d’oro può raccontare molto più di una vittoria. È quanto accaduto all’Italia nella 4×400 maschile agli Europei di atletica di Birmingham, dove il successo della staffetta azzurra è diventato il momento decisivo dell’intera competizione.
Edoardo Scotti, Luca Sito, Mohamed Soudassi e Lorenzo Benati hanno vinto l’oro in 2:59.16, precedendo la Gran Bretagna di appena tre centesimi. Un margine quasi impercettibile, tuttavia sufficiente a decidere molto più di una finale. Quel risultato ha consegnato all’Italia il primo posto nel medagliere europeo per la seconda edizione consecutiva, dopo il successo ottenuto a Roma nel 2024.
Prima della staffetta la Gran Bretagna, padrona di casa, guidava con 9 ori, 7 argenti e 2 bronzi, mentr4e l’Italia inseguiva con 9 ori, 6 argenti e 6 bronzi.
Quindi, non era più soltanto la finale della 4×400. Era diventata una sorta di spareggio per stabilire chi avrebbe chiuso gli Europei davanti a tutti. E gli azzurri avrebbero dovuto vincerlo proprio contro i britannici, davanti al loro pubblico.
Il quartetto italiano aveva già lanciato un segnale inequivocabile in batteria, correndo in 2:58.10 e stabilendo sia il record italiano sia quello dei Campionati Europei. In finale, però, non sarebbe bastata la velocità. Servivano lucidità, precisione nei cambi e capacità di sostenere una pressione diventata improvvisamente enorme.
Quattro frazioni per costruire la vittoria. Edoardo Scotti apre la gara e mantiene l’Italia pienamente in corsa. Luca Sito riceve il testimone, viaggia inizialmente in terza posizione e poi cambia passo. La sua frazione da 44.4 permette agli azzurri di recuperare e consegnare davanti.
Tocca poi a Mohamed Soudassi, appena 19 anni, il più giovane della squadra italiana. Corre in testa, gestisce una situazione tutt’altro che semplice e completa la sua frazione in 44.6. Poi arriva il momento di Lorenzo Benati.
A quel punto i calcoli non servono più. Ci sono Benati e il britannico Charles Dobson, l’Italia e la Gran Bretagna, un rettilineo conclusivo nel quale sembra essersi concentrato l’intero Europeo.
Il traguardo restituisce una differenza minima. Italia 2:59.16, Gran Bretagna 2:59.19. L’Olanda conquista il bronzo in 2:59.49. Tre centesimi separano oro e argento. Ma soprattutto separano il primo dal secondo posto nel medagliere.
Per Scotti, Sito, Soudassi e Benati è anche un successo storico. L’Italia non aveva mai conquistato l’oro nella 4×400 maschile nelle precedenti 27 edizioni degli Europei all’aperto.
Il successo della staffetta porta il bilancio azzurro a 22 medaglie, 10 ori, 6 argenti e 6 bronzi. La Gran Bretagna chiude con 19 medaglie, di cui 9 d’oro, mentre la Germania è terza con 21 podi complessivi e 6 successi.
L’Italia conquista anche la classifica a punti con 226, davanti alla Gran Bretagna con 211,5 e alla Germania con 196, eguagliando inoltre il record di 45 finalisti.
Poco prima della staffetta era arrivato un altro risultato determinante. Larissa Iapichino aveva conquistato l’oro nel salto in lungo raggiungendo i 7 metri al primo tentativo, appena un centimetro più della britannica Jazmin Sawyers.
Insomma, un centimetro nel lungo, tre centesimi nella staffetta. Dettagli minuscoli che, sommati, hanno cambiato il volto dell’intera manifestazione.
Il significato più interessante di Birmingham sta probabilmente nella continuità. L’Italia aveva già vinto il medagliere a Roma 2024. Ripetersi due anni dopo, lontano da casa e battendo proprio la Gran Bretagna, padrona di casa, nell’ultima gara, rende difficile considerare quel precedente successo come un episodio isolato.
La 4×400 offre inoltre una fotografia particolarmente efficace di questa crescita. L’atletica viene spesso raccontata attraverso i suoi campioni individuali, mentre una staffetta impone una logica differente. Servono quattro prestazioni, quattro atleti capaci di interpretare momenti diversi e, soprattutto, una squadra.
Dietro Scotti, Sito, Soudassi e Benati c’erano idealmente tutti gli azzurri che avevano costruito nei giorni precedenti la possibilità di giocarsi il primato proprio nell’ultima prova.
Alla fine restano due tempi, 2:59.16 e 2:59.19. Tre centesimi per un oro mai conquistato prima. Tre centesimi per superare i padroni di casa. Tre centesimi per trasformare una grande edizione degli Europei nella seconda vittoria consecutiva dell’Italia nel medagliere continentale.
A volte nello sport basta davvero pochissimo per fare una differenza enorme.












