Anche dopo molti secoli le parole non invecchiano e continuano a parlare all’uomo di oggi con la stessa forza di allora. Nate in un contesto lontano, restano vive, capaci di interrogare il presente e illuminare l’esperienza umana. Questa dimensione originaria della parola – pronunciata, ascoltata, condivisa – è la stessa che la poesia ha sempre custodito. Ed è proprio da qui che nasce l’idea di riportare la poesia sul palcoscenico, restituendole la sua natura più autentica.
La parola poetica torna a essere voce, corpo e incontro e così prende vita il primo Festival nazionale del Teatro di Poesia, intitolato “Le Stagioni della Poesia”, un progetto ideato da Davide Rondoni e tra gli ultimi lavori a cui ha contribuito David Riondino, scomparso lo scorso 29 marzo.
L’iniziativa nasce con un obiettivo chiaro: riportare la poesia nei teatri, là dove la parola può tornare a essere esperienza viva e condivisa, proprio come accadeva alle origini della letteratura, dai poemi omerici fino alla tradizione orale che ha attraversato i secoli.
Il debutto è fissato per il 29 maggio al VIVE – Vittoriano e Palazzo Venezia, nel cuore di Roma, con lo spettacolo “Maddalena c’est moi”, interpretato da Iaia Forte, su testo dello stesso Rondoni e accompagnato dalle musiche dal vivo di Danilo Rossi. Un’opera che richiama, già dal titolo, una figura evangelica, sottolineando ancora una volta quanto i grandi racconti spirituali continuino a ispirare l’arte contemporanea.
Il Festival proseguirà il 5 giugno con “Cantami qualcosa pari alla vita”, sempre al Vive, un lavoro che intreccia poesia, paesaggio e architettura, prima di trasformarsi in un percorso itinerante che toccherà diverse città italiane: dall’Aquila a Milano, fino a Ragusa, costruendo una vera e propria rete culturale lungo tutta la penisola. Il progetto punta a recuperare la dimensione originaria della poesia: non solo testo scritto, ma gesto, voce, relazione. Un’arte che si fa comunità, capace di coinvolgere pubblici diversi e in particolare le nuove generazioni.
“Il teatro deve essere la casa principale della poesia”, sottolinea Rondoni, rivendicando la necessità di restituire dignità a una forma espressiva spesso relegata ai margini o ridotta a esercizio individuale. L’iniziativa, sostenuta dal Centro per il libro e la lettura e dal Ministero della Cultura, segna anche un riconoscimento istituzionale del teatro di poesia come forma artistica meritevole di attenzione e sostegno.

In questo senso, “Le Stagioni della Poesia” non è solo un festival, ma un progetto culturale più ampio: un invito a riscoprire la forza della parola viva. Perché, ieri come oggi, sono le parole – quando diventano esperienza condivisa – a costruire comunità e a dare senso al presente.


















