Laghi Nabi è questo: il risultato concreto di una scommessa vinta, un progetto che ha trasformato uno scempio ambientale in un laboratorio – a cielo aperto – di rigenerazione e turismo sostenibile. Un caso di studio, ma anche un’esperienza viva, multisensoriale e a tratti persino poetica.
Siamo a Castel Volturno, lungo quel tratto di Litorale Domizio troppo spesso associato alle cronache di illegalità ambientale. Negli anni ’70, il clan dei Casalesi scavava cave di sabbia abusive, lasciando ferite profonde nel territorio. Nel 2020, Gino Pellegrino e Michele Falco scelgono di intervenire proprio lì. E proprio lì, dove c’erano crateri e degrado, oggi sorgono 3 laghi artificiali che occupano 300mila mq di superficie acquatica, immersi in 250mila mq di vegetazione. E intorno a questo nuovo paesaggio prende vita un ecosistema turistico unico, dove la natura è protagonista e l’architettura le fa da spalla.
Laghi Nabi – da Natura e Bioarchitettura – non è un semplice resort, ma un vero progetto di rigenerazione integrata: ambientale, sociale ed economica. E non a caso è stato selezionato per rappresentare l’Italia alla Biennale di Architettura di Venezia, accanto a interventi quali la Vela Celeste di Scampia. Segno che l’architettura può essere molto più di un esercizio estetico: può diventare strumento di riscatto.
Qui non si parla di “alloggi” ma di esperienze immersive. Si può scegliere tra lodge sospesi su palafitte, tende Safari con spiaggia riservata, oppure una casa galleggiante realizzata in legno e dotata di ogni comfort, con ampia vetrata vista lago e patio privato. Una microarchitettura pensata per integrarsi perfettamente con l’ambiente, progettata in forma esagonale per garantire privacy e modularità.
E poi, dal 28 giugno 2025, le nuove ville con jacuzzi affacciate direttamente sull’acqua. Un lavoro di demolizione e ricostruzione che non consuma nuovo suolo, firmato dall’architetto Rossana Pellegrino: volumi candidi, materiali naturali, ampie superfici vetrate che trasformano il panorama in un quadro vivente. Il risultato è un’ospitalità che non rincorre l’apparenza, ma ricerca coerenza, equilibrio, senso del luogo.
Il benessere, a Laghi Nabi, non è un servizio accessorio. È un valore fondante. La Wellness Pool a sfioro, riscaldata e affacciata sul lago, sfuma i confini tra acqua e cielo. La Nabi Water Spa è un percorso sensoriale tra sauna finlandese, bagno turco, idromassaggio, stanza del sale e area relax vista natura.
E poi yoga all’aperto, meditazione, bagni di gong. Tutte pratiche che trovano qui una dimensione amplificata, perché la rigenerazione dell’ospite ricalca quella del territorio. Come ha raccontato la direttrice: «ripetiamo sulle persone lo stesso gesto che abbiamo fatto sul paesaggio: curarlo, trasformarlo, renderlo di nuovo fertile».
Nel 2026 nascerà La Collina del Benessere, parte del “Masterplan Laguna Volturno“. Un’architettura visionaria, esposta già alla Biennale, che prenderà la forma di due colline verdi praticabili collegate da una piscina trasparente sospesa a 4 metri di altezza. All’interno: spazi vetrati con vista a 360°, strutture in legno, vasche termali interne-esterne, un canyon pedonale scenografico ed un bar-bistrot panoramico.
Un intervento che non cerca la spettacolarità fine a sé stessa, ma che interpreta i principi della biofilia e della sostenibilità: materiali naturali, ridotto impatto ambientale, inserimento armonico nel contesto paesaggistico. L’obiettivo è ambizioso: generare benessere ambientale ed emotivo e farlo con una grammatica architettonica nuova, che parli il linguaggio del rispetto.
Chi cerca un turismo esperienziale autentico, qui trova pane per i suoi denti. Wakeboard, pedalò, kayak, barca a vela, passeggiate a cavallo, campo da tennis, escursioni nella lavanda. E poi c’è la pista ciclabile a luminescenza naturale più lunga d’Europa: di giorno accumula energia solare, di notte si trasforma in un sentiero magico che brilla sotto le stelle. Una vera user experience di natura aumentata.
Il Ristorante Res – acronimo di resilienza, restare, restituzione – è una delle punte di diamante del progetto. Nella cucina dello chef Giuseppe Voto (già due Stelle Michelin all’Olivo del Capri Palace) e nella sala diretta da Mario D’Alterio (ex Quattro Passi, tre Stelle), si celebra la Campania dei sapori veri. Materie prime locali, tecniche raffinate, narrazione gastronomica che accompagna la vista spettacolare sul lago.
Laghi Nabi è un manifesto. Un modello replicabile. Un invito a ripensare il turismo non come sfruttamento dell’ambiente, ma come cura del paesaggio. Un progetto che ci ricorda che il futuro non si costruisce partendo da zero, ma da ciò che siamo capaci di trasformare.
E, se mi è permessa una considerazione personale, è bello sapere che da un passato ferito possano nascere luoghi così. Luoghi che fanno bene, al cuore, alla mente, alla terra.









