La satira ribalta un antico proverbio e trasforma il presunto tradimento di un amico in una beffa amara e paradossale
La vignetta trasforma una vicenda tragica in una rilettura satirica dell’antico detto “Dio, proteggimi dagli amici che dai nemici mi proteggo io”. Ranucci, sconvolto dall’attentato, scopre che il presunto mandante sarebbe proprio Lavitola, considerato un amico: il pericolo, quindi, non arriva da un nemico dichiarato, ma da qualcuno che avrebbe dovuto proteggerlo e stargli vicino.
Il padre, con la sua saggezza popolare, pronuncia così la battuta finale, dando alla vignetta il suo rovesciamento amaro e paradossale: dai nemici sappiamo difenderci, ma quando il pericolo arriva da un amico, la sorpresa può essere ancora più terribile.












