C’è un momento preciso in cui il caos smette di essere disordine e diventa rivelazione. Quel momento si è consumato tra le mura della Galleria Baccaro Art a Pagani, trasformatasi per una sera nel teatro di un’esperienza estetica magnetica e viscerale.
Protagonista assoluta Simona Giglio e il suo “Regno dello Scarabocchio”, una performance multimediale capace di fondere arti visive, musica e teatro d’azione in un unico, travolgente rituale catartico.
Le opere di Simona Giglio, straordinarie per la loro forza espressiva, non nascono da un disegno preordinato, ma da un gesto primordiale. L’artista stende il tratto, si abbandona al flusso e, attraverso lo scarabocchio, compie una vera e propria operazione di scavo archeologico nell’anima.
L’evento ospitato dalla galleria Baccaro Art non è stata una semplice mostra, ma un viaggio immersivo scandito dal ritmo della musica e dalla suggestione visiva. Al centro della scena, il concetto della **maschera** – lo schermo sociale che ognuno di noi indossa quotidianamente.
Durante la performance, la musica ha dettato il battito della creazione, accompagnando l’artista nel suo corpo a corpo con la tela. Con gesti rapidi e istintivi, il groviglio di linee dello scarabocchio ha iniziato a prendere forma, intercettando figure e visioni nascoste nei meandri dell’inconscio.
È in questo preciso istante che accade il miracolo artistico: la maschera cade. Davanti alla verità del tratto, le finzioni si sgretolano e l’essenza più pura e recondita dell’essere umano viene svelata, portata alla luce.
Il pubblico presente ha assistito a una metamorfosi in tempo reale. Le opere della Giglio sono straordinarie proprio perché sanno dialogare con la parte più intima di chi le osserva, costringendo lo spettatore a guardarsi dentro. La Galleria Baccaro Art si conferma così un presidio culturale d’eccellenza in provincia di Salerno, uno spazio capace di intercettare le correnti più innovative e coraggiose dell’arte contemporanea.
Il “Regno dello Scarabocchio” di Simona Giglio lascia il segno e lancia un messaggio potente: solo liberando il tratto e accettando il caos primordiale possiamo sperare di incontrare la nostra verità più autentica. Un evento che Pagani ricorderà a lungo come un autentico trionfo dell’anima e della creatività.Era presente l’artista Roberto Monte, candidato al premio Oscar Design 2025 a Parigi.
















