Due visite in quindici giorni per Papa Leone XIV in Campania: l’8 maggio tra Pompei e Napoli, nell’anniversario della sua elezione, e il 23 maggio ad Acerra, alla vigilia degli undici anni della Laudato sì, l’enciclica sulla cura del creato di Papa Francesco. Un doppio appuntamento che viene letto come un segno di particolare attenzione verso una terra simbolo di fede viva, ma anche di contraddizioni, ritardi e forti attese di riscatto.
Le diocesi coinvolte parlano di privilegio e responsabilità: la presenza del Pontefice inserisce Pompei, Napoli e Acerra nel cuore di un pontificato che, giorno dopo giorno, manifesta un marcato slancio missionario e un forte richiamo alla gioia del Vangelo.
Il primo anniversario dell’elezione sarà celebrato a Pompei, città mariana per eccellenza, nel giorno tradizionalmente dedicato alla Supplica alla Regina del Rosario. Un ritorno alle radici spirituali del pontificato, nato proprio l’8 maggio sotto il segno della devozione alla Vergine. La celebrazione eucaristica e la preghiera legata alla figura di San Bartolo Longo assumeranno il tono del ringraziamento e dell’affidamento, in un tempo segnato da conflitti e tensioni globali, dove il Rosario continua a essere invocazione di pace.
A poche ore di distanza, il Papa sarà a Napoli, metropoli del Sud e crocevia del Mediterraneo. Città dalla storia millenaria e dai profondi legami con la sede apostolica — fin dai tempi dell’approdo di San Paolo a Pozzuoli — Napoli rappresenta oggi una sintesi delle grandi sfide contemporanee: accoglienza, lavoro, divari sociali e contrasto alla criminalità organizzata.
Ma è anche città giovane e creativa, proiettata verso il futuro. Dopo le visite di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, Napoli si prepara ad accogliere Leone XIV, definito il Papa della “pace disarmata e disarmante”, in continuità con il cammino tracciato dai suoi predecessori.
Acerra e la sfida ambientale
Il 23 maggio il Pontefice sarà ad Acerra, nel cuore della cosiddetta “Terra dei fuochi”, territorio simbolo delle ferite ambientali e sociali del Paese. La visita cade alla vigilia dell’anniversario della Laudato sì, divenuta in questi anni un manifesto globale per la tutela del creato.
Il richiamo è chiaro: la Terra come casa comune esige un’umanità più solidale e fraterna. La devastazione ambientale non è solo questione ecologica, ma intreccio di ingiustizie, illegalità e marginalità che soffocano ogni prospettiva di sviluppo autentico.
Nel doppio viaggio in Campania si intrecciano così spiritualità mariana, impegno sociale e conversione ecologica. Un’unica visita pastorale in due tappe che mette al centro il Vangelo, i giovani e la responsabilità dei cristiani.
Dalle Chiese locali sale un ringraziamento al Santo Padre, accompagnato da un appello accorato: che questa presenza rafforzi la speranza e rilanci, in una terra complessa e vitale, un cammino di fede, giustizia e pace.



















