Rendere l’acqua pubblica più accessibile e, allo stesso tempo, ridurre il consumo di plastica monouso. È questo l’obiettivo della diffusione delle Case dell’Acqua nei principali punti della città di Napoli, una misura che punta a coniugare sostenibilità ambientale, tutela del territorio e servizi per cittadini e turisti. Un progetto accolto con favore da Plastic Free Onlus, l’organizzazione di volontariato impegnata dal 2019 nel contrasto all’inquinamento da plastica attraverso attività di pulizia ambientale, sensibilizzazione nelle scuole e iniziative rivolte a cittadini e istituzioni.
L’associazione ha espresso soddisfazione per la mozione approvata dal Consiglio comunale, che prevede la realizzazione di un circuito capillare di impianti per l’erogazione dell’acqua nelle aree maggiormente frequentate della città. Una scelta che, secondo Plastic Free Campania, si inserisce nel percorso di attenzione alle tematiche ambientali già intrapreso da Napoli, città che nel 2025 ha ospitato al Teatro Mediterraneo la cerimonia nazionale di premiazione dei Comuni Plastic Free, dedicata alle amministrazioni distintesi nella lotta contro l’abbandono dei rifiuti e nella promozione di comportamenti sostenibili.
Il nuovo progetto mira soprattutto a ridurre il consumo di bottiglie di plastica usa e getta, contribuendo a limitare la quantità di rifiuti che ogni giorno finiscono nei cestini, vengono abbandonati negli spazi pubblici o, nei casi peggiori, raggiungono il mare.
«È un risultato importante che una realtà delle dimensioni di Napoli, terza città italiana per popolazione, scelga di investire nel benessere dei cittadini e nella sostenibilità – dichiara Silvana Cantone, referente regionale di Plastic Free Onlus a nome dell’intero direttivo della Campania –. Le Case dell’Acqua possono favorire un uso più consapevole di un bene essenziale e, soprattutto, aiutare cittadini e visitatori ad abbandonare gradualmente l’abitudine di acquistare bottigliette di plastica».
Per Plastic Free, infatti, il valore dell’iniziativa va oltre la semplice riduzione dei rifiuti. Si tratta di un’opportunità per promuovere un cambiamento culturale nelle abitudini quotidiane e contrastare la logica dell’usa e getta.
«La sfida più importante è superare, anche mentalmente, la cultura dell’usa e getta – prosegue Cantone –. Le bottiglie di plastica hanno una vita molto breve, ma possono rimanere nell’ambiente per tempi lunghissimi, frammentandosi e contribuendo all’inquinamento degli ecosistemi. Rendere facilmente accessibile l’acqua pubblica significa offrire alle persone un’alternativa concreta».
L’associazione auspica inoltre che il servizio possa essere gratuito o comunque disponibile a costi contenuti, pur riconoscendo la necessità di sostenere le spese legate alla gestione, alla manutenzione e al controllo della qualità dell’acqua.
«Complimenti al Comune di Napoli per questa visione – conclude la referente regionale di Plastic Free –. Ora sarà importante procedere rapidamente con l’individuazione dei luoghi, l’installazione degli impianti e una campagna di comunicazione che inviti cittadini e turisti a portare con sé una borraccia riutilizzabile. La sostenibilità diventa reale quando alle dichiarazioni seguono servizi capaci di cambiare le abitudini quotidiane».
La realizzazione delle Case dell’Acqua rappresenta dunque un tassello importante nella strategia di riduzione dei rifiuti e di promozione di stili di vita più sostenibili. Se il progetto verrà attuato nei tempi previsti e accompagnato da un’efficace attività di sensibilizzazione, potrà contribuire non solo a diminuire l’impatto ambientale della plastica monouso, ma anche a consolidare una cultura del riuso e del rispetto dell’ambiente, rendendo Napoli un modello sempre più attento alla sostenibilità urbana.













