Un viaggio affascinante nella memoria più antica della città, tra storia, archeologia e identità. È questo il clima che si è respirato sabato mattina nella Sala Vasari della Chiesa di Sant’Anna dei Lombardi, dove si è svolto con grande partecipazione di pubblico il convegno “Napoli Greco-Romana”.
La sala, gremita di studiosi, appassionati di storia, studenti e cittadini curiosi di conoscere più a fondo le origini della propria città, ha confermato quanto il patrimonio storico e culturale di Napoli continui a suscitare interesse e coinvolgimento. L’incontro rappresentava la seconda tappa di un percorso di divulgazione culturale iniziato lo scorso dicembre al Maschio Angioino, già accolto con grande entusiasmo dal pubblico.
Protagonista della mattinata è stato lo storico e scrittore Roberto Cinquegrana, studioso di archeologia classica, che ha condotto i presenti in un racconto coinvolgente capace di intrecciare rigore scientifico e passione divulgativa. Attraverso immagini, riferimenti ai monumenti e richiami ai miti che accompagnano la fondazione della città, Cinquegrana ha ricostruito il volto della Napoli antica, nata come Neapolis, colonia greca destinata a diventare nel tempo uno dei più raffinati centri culturali del mondo romano.
Il pubblico ha potuto così riscoprire i segni ancora oggi visibili di quell’eredità: dalle antiche mura greche ai decumani che attraversano il centro storico, dai teatri romani nascosti sotto gli edifici moderni agli spazi sacri che continuano a raccontare la stratificazione millenaria della città.
A guidare il dialogo è stato il giornalista e autore televisivo Lello La Pietra, che ha moderato l’incontro accompagnando il racconto storico con riflessioni e spunti di approfondimento, favorendo anche un vivace confronto con il pubblico.
La storia più antica di Napoli affonda le sue radici nel mondo greco. La città nasce tra l’VIII e il V secolo a.C. quando i coloni greci fondano prima Parthenope e successivamente Neapolis, la “città nuova”, destinata a diventare uno dei centri più importanti della Magna Grecia.
L’impianto urbano della Neapolis greca è ancora oggi riconoscibile nella struttura del centro storico di Napoli: i tre grandi decumani (le strade principali orientate est-ovest) e i cardini (le vie nord-sud) riprendono infatti la tipica organizzazione urbanistica delle città ellenistiche. Molti tratti delle mura greche sono ancora visibili in diversi punti della città.
Con la conquista romana nel IV secolo a.C., Napoli entrò nell’orbita di Roma ma riuscì a mantenere a lungo lingua, cultura e tradizioni greche. Proprio per questo motivo divenne un luogo molto amato dall’aristocrazia romana, che la considerava una sorta di centro culturale e intellettuale dove studiare filosofia, letteratura e arti.
Durante l’età romana la città si arricchì di importanti strutture monumentali: teatri, terme, acquedotti e spazi pubblici che testimoniavano il prestigio raggiunto da Neapolis nel Mediterraneo. Ancora oggi restano tracce significative di quel periodo, come il Teatro Romano di Napoli, nascosto tra gli edifici del centro storico, e l’area archeologica del Complesso Archeologico di San Lorenzo Maggiore, dove è possibile camminare tra le strade dell’antica città romana.
La Napoli greco-romana rappresenta dunque il primo grande capitolo della storia partenopea: una fase in cui mito, cultura e urbanistica hanno gettato le basi dell’identità della città, molte delle quali sono ancora oggi leggibili tra i vicoli e i monumenti del centro storico.
Tra gli interventi istituzionali particolarmente apprezzati quelli di Luigi Carbone, presidente della Commissione Cultura e Turismo del Comune di Napoli e di Carlo Leggieri, responsabile dell’associazione Celanapoli, realtà impegnata da anni nel recupero, nella valorizzazione e nella fruizione di una delle più importanti testimonianze archeologiche della città.
A rendere ancora più suggestiva l’atmosfera dell’evento è stata l’esposizione allestita nella stessa Sala Vasari, dove sono stati presentati elmi, armature e altri elementi riconducibili all’epoca greco-romana. Oggetti che hanno trasformato la conferenza in una vera esperienza immersiva, permettendo ai partecipanti di avvicinarsi concretamente al mondo antico raccontato durante l’incontro.
L’iniziativa, realizzata in collaborazione con il nostro magazine online Life & News, ha rappresentato non solo un momento di approfondimento culturale, ma anche un’occasione per riaffermare il valore della memoria storica come elemento fondamentale dell’identità cittadina.
Il successo di pubblico e la partecipazione attenta e appassionata dimostrano come il racconto della Napoli antica continui a parlare al presente, ricordando a cittadini e visitatori che sotto le strade, nei monumenti e nei racconti tramandati nei secoli vive ancora l’anima millenaria della città.






















