A Napoli scatta il divieto di consumare frutti di mare crudi nei ristoranti e in tutti gli esercizi pubblici. La misura, firmata dal sindaco Gaetano Manfredi, nasce dall’esigenza urgente di contenere la diffusione dell’Epatite A, che nelle ultime settimane ha registrato un incremento significativo sul territorio cittadino.
L’ordinanza prevede sanzioni severe per chi non rispetta il divieto, con multe che possono arrivare fino a 20mila euro. Resta consentita la vendita dei prodotti, ma viene fortemente sconsigliato il consumo anche tra le mura domestiche. Un segnale chiaro della gravità della situazione sanitaria, che ha spinto le autorità a intervenire con misure drastiche.
Secondo i dati più recenti, sono 154 i casi accertati di Epatite A a Napoli, tra cui anche tre bambini, mentre altri 22 sono in fase di verifica. L’andamento dei contagi evidenzia una crescita rapida: dai 3 casi registrati a gennaio si è passati ai 19 di febbraio, fino ai 43 rilevati nei primi diciannove giorni di marzo.
In relazione ai casi di epatite A la Direzione dell’ospedale Cotugno di Napoli, “al fine di garantire una corretta informazione”, ha comunicato “che non sussiste alcuna emergenza”.
Nel corso della giornata di ieri si sono registrati circa 14 nuovi casi. Di questi, nel pomeriggio e’ previsto il ricovero in degenza di circa 9 pazienti, con conseguente alleggerimento dell’area di emergenza. Sono inoltre in fase di trasferimento 2 ulteriori casi dal presidio Cto, attualmente in attesa di ricovero. Il flusso di nuovi accessi si mantiene al momento moderato, senza evidenze di criticità nella gestione clinica e organizzativa
A lanciare l’allarme è stata l’ASL Napoli 1 Centro, che ha segnalato una diffusione del virus superiore di dieci volte rispetto alla media degli ultimi dieci anni e addirittura 41 volte rispetto all’ultimo triennio. Un dato che conferma un’escalation epidemiologica fuori dall’ordinario.
Il provvedimento stabilisce un divieto assoluto di somministrazione e consumo di frutti di mare crudi in tutti i locali pubblici, inclusi bar, ristoranti e attività con consumo sul posto. Parallelamente, le autorità sanitarie raccomandano ai cittadini di evitare il consumo anche a casa, invitando a seguire scrupolosamente le linee guida per la sicurezza alimentare.
Previsto anche un rafforzamento immediato dei controlli: le violazioni comporteranno sanzioni amministrative da 2.000 a 20.000 euro. Nei casi di recidiva, si potrà arrivare alla sospensione temporanea dell’attività, fino alla revoca definitiva delle autorizzazioni.
Un provvedimento esteso al territorio
L’allerta non riguarda solo Napoli. L’ASL Napoli 1 Centro ha infatti invitato anche i comuni di Capri e Anacapri ad adottare misure analoghe, per tutelare la salute pubblica su un’area più ampia e limitare la diffusione del virus.
Le restrizioni resteranno in vigore fino a una nuova valutazione del quadro epidemiologico. Nel frattempo, le autorità invitano alla massima prudenza: evitare alimenti a rischio e adottare comportamenti igienici corretti resta la prima linea di difesa contro il contagio.


















