La rivoluzione digitale è entrata anche nello studio del dentista. L’intelligenza artificiale, la diagnostica digitale, la stampa 3D e le tecnologie di ultima generazione stanno trasformando profondamente il mondo dell’odontoiatria, migliorando la precisione delle cure, l’esperienza del paziente e l’efficienza del lavoro clinico. Un cambiamento epocale che richiede aggiornamento continuo, visione e capacità di adattamento.
Abbiamo intervistato il dott. Paolo Papa, noto professionista napoletano, odontoiatra da 4 generazioni e da anni punto di riferimento nel settore, per capire come la tecnologia stia cambiando il volto della professione e quali siano le opportunità – ma anche le sfide – che attendono i dentisti del futuro.
Come si è evoluta la professione dell’odontoiatra negli ultimi anni?
La nostra professione ha fatto passi da gigante, negli ultimi 40 anni siamo passati dal “trapano” a corda (200 giri al minuto) alla turbina (40mila giri/min.), dagli ablatori del tartaro manuali alla tecnologia ultrasonica, dalle poltrone semi manuali a quelle digitali, dal semplice uso del solo specchietto intra orale alla telecamera dentale, dalle impronte manuali con materiali diversi allo scanner a lettura intra orale, dalle protesi a progettazione artigianale con cera a quelle virtuali e disegnate a computer nonché costruite con laser. Sono soltanto alcuni esempi ma la tecnologia ha raggiunto livelli eccezionali basti pensare alla progettazione virtuale in 3D per l’inserimento d’impianti e il carico protesico immediato.
Quali sono oggi le sfide principali che un odontoiatra deve affrontare?
Una delle sfide principali, la prima, è l’aggiornamento continuo a fronte di un’evoluzione costante e rapida dei materiali e metodi che comporta la professione. La seconda sfida è rappresentata dall’offrire un rapporto equilibrato tra i costi al paziente e la qualità delle prestazioni. La terza sfida è l’anarchia professionale senza regole che oramai si è sviluppata in Italia a causa dalla mancanza di linee guida del Ministero della Sanità e degli Ordini Professionali riguardanti gli onorari; lasciando così ad ogni medico la possibilità di avere un “listino di assistenza odontoiatrica” libero e senza limiti sia in eccesso che in ribasso. Creando confusione e poca credibilità per tutta la categoria.
Quali sono le tecnologie più innovative attualmente in uso nello studio odontoiatrico?
L’utilizzo degli scanner intra-orali, dell’intelligenza artificiale applicata a programmi per l’implantologia, la protesi dentale, l’ortodonzia e la gestione amministrativa dello studio medico hanno cambiato i metodi e soprattutto i tempi per la finalizzazione delle terapie apportando una precisione ed una predicibilità di successo molto più elevata.
In che modo la digitalizzazione ha cambiato la gestione del paziente e delle terapie?
Come ho detto prima grazie alla digitalizzazione oggi possiamo procedere alla pianificazione di un intervento di implantologia attraverso l’inserimento di impianti endossei precedentemente elaborati su modelli tridimensionali virtuali e successivamente trasferiti, con dime chirurgiche, progettate con software dedicati, nei mascellari del paziente a cui può seguire anche il carico protesico già precostituito. Cosi per quanto concerne le tecniche ortodontiche attraverso la AI possiamo costruire allineatori che ci condurranno ad un sorriso splendido e perfetto motivando il paziente prima ancora di iniziare il trattamento stesso grazie ad un filmato sviluppato dal software che mostrerà inizio e termine del programma ortodontico con data di fine precisa e dipendente solo dalla costanza del paziente.
Ci può parlare dell’uso degli scanner intra-orali, stampanti 3D o laser in odontoiatria?
Si la vera grande novità che ha rivoluzionato l’odontoiatria è l’uso degli scanner intra-orali che consentono di velocizzare il processo di produzione protesico e ortodontico nonché pianificare i trattamenti per il ripristino funzionale del complesso ortognatodontico con una precisione di gran lunga superiore ai metodi precedenti oltre a consentire la possibilità di far si che il paziente guardando la riproduzione 3D del proprio cavo orale si renda perfettamente conto della sua condizione e si motivi maggiormente ad eseguire le terapie necessarie. Dopo la scannerizzazione si eseguono modelli prototipati sui quali si possono simulare o produrre le terapie da effettuare. Naturalmente, come ho già detto in precedenza, le terapie protesiche vengono sviluppate su modelli virtuali che una volta inviati ad aziende in grado di tradurli attraverso software dedicati, costruiscono con strumentazioni laser di altissima precisione il manufatto che il tecnico aveva progettato virtualmente.
Come si coniugano empatia ed intelligenza artificiale nella cura del paziente?
Assolutamente non c’è il rischio che l’AI possa interferire nel processo di fidelizzazione del paziente, basato a mio parere, soprattutto nel rapporto medico paziente ed in empatia necessaria per entrambi, pertanto il Dentista rappresenterà sempre un passaggio fondamentale prima ancora di “utilizzare” qualsivoglia intelligenza oltre quella del professionista.
Come immagina lo studio odontoiatrico tra 10 o 20 anni?
Lo immagino ricco di novità tecnologiche che consentiranno sempre più confort per il paziente e meno stress per gli operatori, siamo vicini a scelte scientifiche che, probabilmente, consentiranno anche lo sviluppo di nuove gemme dentali anziché l’utilizzo di protesi sostitutive dei denti… sembra fantascienza ma forse ci arriveremo.
Quali competenze dovrà avere un giovane odontoiatria per affrontare il futuro della professione?
Deontologia, rispetto del paziente, manualità e conoscenza delle tecnologie di cui potrà usufruire.
L’AI potrà rendere più accessibili le cure odontoiatriche o aumenterà le distanze tra studi d’élite e sanità pubblica?
L’AI al momento ha reso più costose per il dentista le cure al paziente (acquisto di pc di livello elevato, monitor, aggiornamenti, software, apparecchiature laser, scanner ecc., informatizzazione degli studi, adeguamento del personale ecc., non si tratta di studi di élite bensì di odontoiatri al passo con gli sviluppi della scienza. Ma per quanto concerne i costi al paziente purtroppo bisognerà guardare alla politica ed a chi ci governerà che dovrà sforzarsi di investire fondi statali e regionali per una sanità a 360 gradi come diritto del cittadino, in un paese democratico fondato su principi costituzionali essenziali quale la tutela della salute, in questa visione l’odontoiatra non sarà più un libero professionista o peggio ancora un “imprenditore” come stiamo assistendo negli ultimi anni ma un Medico utile per tutti i cittadini così come previsto dalla comunità europea con i LEA (Livelli Essenziali di Assistenza).

























