Con il suo ultimo romanzo, Paola Maria Emilia Grandis si conferma una firma di rilievo nel panorama del giallo italiano contemporaneo. La sua capacità di intrecciare il rigore della ricerca storica con il ritmo serrato del noir moderno è ciò che rende la sua scrittura non solo avvincente, ma profondamente colta.
La Grandis non si limita a imbastire una trama poliziesca, ma costruisce mondi. Nel suo ultimo libro “Danza Macabra”, edito da Pathos edizioni, attraverso la creazione della commissaria Eva Graneris, l’autrice riversa nelle pagine una rara sensibilità umanistica. Si percepisce, tra le righe, la sua profonda conoscenza della storia e dei grandi classici, che le permette di spaziare con disinvoltura dal XVI secolo alla Torino di oggi, rendendo accessibili e affascinanti temi complessi come l’antiquariato librario e la medicina antica.
Le tematiche principali del suo romanzo includono il confronto tra scienza e crimine, la complessità delle relazioni familiari e la ricerca della verità.
Graneris e la sua squadra dovranno dare la caccia a un assassino indagando, nel mondo dell’antiquariato librario torinese e internazionale. L’azione prende l’avvio dal ritrovamento di un cadavere seppellito sotto a un cumulo di scheletri disarticolati, in una delle sale del Museo.
Ciò che colpisce della Grandis è la cura del linguaggio. La sua prosa è elegante e arricchita da sfumature linguistiche — dal piemontese al francese — che conferiscono ai suoi personaggi una tridimensionalità rara. Non scrive “semplici” detective story, ma veri e propri romanzi psicologici dove l’ambiente (che sia una Torino piovosa o una Venezia misteriosa) diventa esso stesso protagonista.
Paola Grandis ha il pregio di saper raccontare le fragilità umane con estrema dignità. La sua Eva Graneris, alle prese con il timore della pensione e il peso della giustizia, è lo specchio di una scrittura che sa guardare oltre il distintivo, scavando nell’animo di chi vive per la propria missione.
In definitiva, Paola Maria Emilia Grandis è un’autrice che sa sfidare l’intelletto del lettore senza mai dimenticare di emozionarlo.




















