Dopo il boom storico registrato nel 2024, il settore dei parchi divertimento italiani conferma la propria capacità di attrazione e chiude il 2025 con risultati sostanzialmente stabili. Nonostante una lieve flessione degli ingressi, i dati del Rapporto Annuale SIAE evidenziano un comparto solido, in grado di generare valore economico, occupazione e ricadute positive per il turismo nazionale.
Nel corso del 2025 i parchi divertimento italiani hanno totalizzato 20,6 milioni di ingressi, con una spesa complessiva per l’acquisto dei biglietti pari a 306 milioni di euro. Rispetto all’anno precedente si registra un calo contenuto del 2,2% delle presenze e dello 0,2% della spesa. Un risultato che va però letto alla luce di due fattori: l’eccezionalità del 2024, considerato il miglior anno di sempre per il settore, e le condizioni meteorologiche sfavorevoli che hanno caratterizzato la prima parte dell’estate 2025. A compensare la lieve contrazione dei volumi è la crescita della spesa media per visitatore (+2%) e dell’incasso medio per giornata di apertura (+1,4%), segnali di una progressiva evoluzione del modello di business dei parchi.

Secondo Luciano Pareschi, presidente di AssoParchi, il mercato italiano sta seguendo una tendenza già affermata nei principali parchi internazionali, dove il valore non si misura esclusivamente dal numero di visitatori ma dalla qualità dell’esperienza offerta. Servizi aggiuntivi come ristorazione, merchandising, pass prioritari e offerte personalizzate stanno diventando sempre più importanti sia per arricchire la visita sia per diversificare le fonti di ricavo. Un modello che, secondo l’associazione, riesce a convivere con una politica tariffaria che mantiene i prezzi dei biglietti relativamente accessibili rispetto agli standard internazionali.
Il settore resta caratterizzato da una forte concentrazione delle presenze nei grandi parchi a tema. Tra le realtà che continuano a trainare il comparto figurano Gardaland, Mirabilandia, Leolandia e Aquafan nel Nord Italia, oltre a MagicLand e Zoomarine nel Lazio, mentre nel Mezzogiorno spicca Etnaland in Sicilia. I cinquanta parchi più visitati del Paese, in controtendenza rispetto alla media nazionale, hanno incrementato il proprio pubblico dello 0,7%, sostenuti anche dagli effetti del piano di investimenti triennale da 500 milioni di euro avviato per il periodo 2025-2027. Nuove attrazioni, aree tematiche, tecnologie immersive e interventi orientati alla sostenibilità hanno contribuito a mantenere alta l’attenzione del pubblico.

Sul fronte della stagionalità, l’estate continua a rappresentare il momento più importante dell’anno, grazie soprattutto all’apertura dei parchi acquatici e al tradizionale picco del mese di agosto. Particolarmente positivo il dato di giugno, che ha registrato un incremento del 26,8% degli ingressi e del 32,1% della spesa rispetto al 2024. Anche l’autunno si conferma sempre più strategico. Ottobre, trainato dagli eventi di Halloween, ha visto crescere gli ingressi del 9,5% e la spesa del 28,5%, mantenendo il primato della spesa media pro capite più elevata dell’anno. Buoni risultati anche per dicembre, grazie alle iniziative dedicate al Natale, con un aumento del 12,1% dei visitatori e del 31,1% della spesa. A livello territoriale, il Veneto si conferma la regione leader del comparto con il 23% delle presenze nazionali e il 35,4% della spesa totale. Seguono Emilia-Romagna e Lombardia, entrambe con il 18,5% delle presenze, e il Lazio con il 14,7%.
I dati evidenziano inoltre una crescita del numero delle strutture attive, passate da 252 a 295, distribuite in 243 comuni italiani. Un’espansione che testimonia la vitalità imprenditoriale del settore e la sua crescente diffusione sul territorio.
Oltre ai risultati in termini di visitatori, i parchi divertimento si confermano una componente rilevante dell’economia turistica italiana. Il comparto genera infatti un indotto stimato in circa 8 miliardi di euro e dà lavoro a 25 mila addetti tra personale fisso e stagionale, che diventano circa 60 mila considerando l’intera filiera.
Numeri che rafforzano il ruolo dei parchi come motori di sviluppo locale, strumenti di destagionalizzazione dei flussi turistici e importanti poli di intrattenimento e socialità. Una realtà che, dopo l’exploit del 2024, dimostra nel 2025 di avere raggiunto una nuova fase di maturità, fondata non solo sulla quantità dei visitatori ma soprattutto sulla qualità dell’esperienza offerta.














