Sono trascorsi già tre anni, ma il suo volto, le sue parole, il suo modo di comunicare e fare televisione non sono mai andati via. Era il 13 agosto 2022, aveva 93 anni, ma Piero Angela è ancora qui, tra noi, comodamente seduto nel suo studio di Quark e con il garbo e la delicatezza con cui entrava nelle case degli italiani.
Oggi la possibilità di sapere e incuriosirsi è roba preziosa, è un tesoro che viene quasi evitato dai nuovi giovani, le cosiddette Generazioni Z e Alpha. Troppi scroll sullo schermo degli smartphone, video inutili e virali, troppe notizie fugaci e influencer che condizionano banalmente il loro vivere quotidiano.

Quasi sicuramente Piero Angela avrebbe dedicato qualche puntata a questo fenomeno virtuale che ha cambiato la nostra società, al trash, ai tiktoker sopravvalutati e ai loro messaggi inutili che hanno condizionato fin troppo la cultura e l’approfondimento.
Lo avrebbe spiegato bene, come lui sapeva fare e forse avrebbe proposto anche qualche soluzione. Un modo costruttivo e interattivo della televisione che rendeva ancora più interessanti i suoi programmi perchè è stato un giornalista con la vera curiosità e valore della notizie e poi un pioniere del piccolo schermo che interagisce con i telespettatori, pur non avendo a disposizione tecnologie avanzate e strumenti digitali come quelli moderni. Prodotti di cui può avvalersi oggi il figlio Alberto Angela, degno erede nella comunicazione e nella cultura della nuova tv. Non era facile, ma i grandi proverbi hanno sempre ragione: “la mela non cade mai lontano dall’albero”.
Angela non spiegava: accompagnava, con eleganza e precisione, senza mai semplificare, ma elevando il livello del discorso, senza mai far sentire nessuno escluso. Ha dimostrato che la divulgazione non è solo trasmissione di dati, ma un atto di amore verso il sapere e verso le persone.
Il suo linguaggio era semplice, mai banale. La sua televisione non urlava, educava con rispetto e intelligenza, lasciando spazio al dubbio, alla riflessione, al senso critico. In un’epoca dominata da format veloci e superficiali, Piero Angela ha rappresentato l’antitesi della TV urlata, insegnandoci che si può fare ascolti parlando di DNA, spazio, arte o evoluzione.
IL RICORDO DELLA RAI
Ed oggi, come è giusto che sia, Rai Cultura ricorda Piero Angela con un doppio appuntamento in onda mercoledì 13 agosto su Rai 5 e Rai Storia. In prima serata, su Rai 5, viene proposta la puntata di “Ulisse, il piacere della scoperta” dal titolo “Piero Angela. Un viaggio lungo una vita” in cui Alberto Angela ripercorre i settanta anni di carriera di Piero, dal primo impiego in radio agli esordi in televisione come corrispondente per la Rai da Parigi e Bruxelles, dall’esperienza come inviato di guerra in Algeria e Vietnam agli incontri con le grandi star del cinema e della musica all’approdo alla conduzione del telegiornale su Rai1.

dinosauri”. Piero Angela è stato un visionario che, sempre con razionalità e rigore scientifico, ha raccontato la complessità del mondo, i progressi della scienza e della tecnologia, ma anche, anzitempo, le conseguenze dell’accelerazione
del progresso. Insieme ad Alberto Angela parlano i tanti amici e collaboratori di Piero che condivideranno i momenti vissuti con lui.


















