HomeAmbientePozzuoli e il vulcano: vivere nel cuore dei Campi Flegrei

Pozzuoli e il vulcano: vivere nel cuore dei Campi Flegrei

Tra bradisismo, terremoti, prevenzione e memoria collettiva, Pozzuoli affronta da secoli la complessa convivenza con la caldera flegrea.

Di fronte al bradisismo non esistono soltanto numeri, mappe e strumenti di monitoraggio. Esistono soprattutto persone, case, attività commerciali, memorie familiari e una città che, nel corso dei secoli, ha imparato a convivere con un territorio straordinariamente affascinante quanto fragile.

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Pozzuoli vive sopra una delle aree vulcaniche più complesse d’Europa. Ed è proprio questa convivenza, sospesa tra conoscenza del territorio, memoria e capacità di adattamento, a raccontare più di ogni dato il rapporto della città con i Campi Flegrei.

I Campi Flegrei non sono un vulcano nel senso tradizionale del termine, ma una grande caldera, formatasi attraverso imponenti eruzioni esplosive e oggi caratterizzata da fumarole, attività sismica e deformazioni del suolo.

L’ultima eruzione risale al 1538, quando nacque Monte Nuovo. Da allora il vulcano è quiescente, ma non inattivo.

È proprio il bradisismo, il lento movimento verticale del terreno, a rappresentare il fenomeno più evidente per chi abita nell’area. Il suolo può sollevarsi o abbassarsi e, durante le fasi di sollevamento, la deformazione delle rocce può generare sciami di terremoti. Sono scosse spesso di magnitudo contenuta, ma particolarmente percepibili perché molto superficiali.

Il rapporto tra Pozzuoli e il bradisismo viene da lontano. Le colonne del Serapeo, con i segni lasciati dai molluschi marini a diverse altezze, sono diventate una sorta di “termometro” naturale delle variazioni del livello del suolo nel corso dei secoli.

La storia della città è, in qualche modo, incisa nella pietra.

Le grandi crisi moderne risalgono al 1970-1972 e al 1982-1984. In quest’ultima fase il terreno arrivò a sollevarsi di circa 1,8 metri, accompagnato da oltre 16 mila eventi sismici.

Le conseguenze sulla popolazione furono pesantissime: abitazioni danneggiate, paura e, soprattutto, l’allontanamento di migliaia di cittadini dalle proprie case. Una parte della popolazione venne trasferita verso il nuovo insediamento di Monteruscello.

Quell’esperienza ha lasciato una memoria profonda. A Pozzuoli il terremoto non è soltanto un fenomeno naturale: è anche il ricordo di una casa lasciata in fretta, di un quartiere svuotato, di una famiglia costretta a ricominciare altrove.

Ed è proprio questa dimensione umana a rendere il bradisismo qualcosa di molto più complesso di una sequenza di dati registrati dagli strumenti scientifici.

Il fenomeno produce conseguenze che vanno oltre i danni materiali. Ogni fase di intensa attività sismica può incidere sulla quotidianità e sull’economia locale: abitazioni da verificare, attività temporaneamente sospese, infrastrutture da controllare, mobilità condizionata e investimenti che possono diventare più difficili.

Particolarmente delicato è il rapporto con il porto di Pozzuoli e con le attività legate al mare. Le variazioni del livello del suolo possono infatti interferire con banchine, fondali e infrastrutture portuali. La Regione Campania ha previsto, negli anni recenti, anche interventi urgenti per il porto collegati agli effetti del fenomeno bradisismico.

Bradisismo, la lunga convivenza di Pozzuoli con il vulcano
Bradisismo, la lunga convivenza di Pozzuoli con il vulcano

Ma c’è un altro aspetto economico, meno immediatamente visibile: l’incertezza.

Vivere in una zona vulcanica significa programmare il futuro sapendo che il territorio può cambiare. Per una famiglia significa interrogarsi sul valore e sulla sicurezza della propria abitazione; per un’impresa, valutare il rischio di interruzioni e difficoltà; per il turismo, proteggere l’immagine di un territorio che proprio dalla sua straordinaria storia geologica e archeologica trae una parte della propria attrattività.

La stessa caratteristica che rende i Campi Flegrei un patrimonio unico può quindi trasformarsi, nei momenti di maggiore attività, in una fonte di preoccupazione per chi vive e lavora sul territorio.

Forse è questo l’aspetto più difficile da misurare. Una scossa dura pochi secondi. L’attesa della prossima può durare mesi o anni.

La ripetizione degli eventi sismici può alimentare ansia, insonnia, preoccupazione e una costante percezione di vulnerabilità. Uno studio pubblicato nel 2026 sul benessere psicologico delle comunità dei Campi Flegrei ha evidenziato proprio il ruolo della percezione del rischio, della fiducia nelle istituzioni e nei mezzi di comunicazione e delle strategie con cui la popolazione affronta una crisi prolungata.

Per questo la sicurezza non può essere soltanto una questione di cemento e acciaio. Mettere in sicurezza una città significa anche mettere in sicurezza la sua comunità, garantendo informazioni chiare, assistenza e capacità di risposta.

In questo senso, la differenza rispetto alle crisi degli anni Settanta e Ottanta riguarda anche la capacità di osservare il fenomeno.

Oggi una fitta rete di strumenti consente di controllare terremoti, deformazioni del terreno e parametri geochimici. L’Osservatorio Vesuviano dell’INGV pubblica bollettini periodici e mantiene costantemente sotto osservazione l’area.

Sul fronte della prevenzione, il decreto-legge 140 del 2023 ha introdotto un Piano straordinario per analizzare la vulnerabilità degli edifici nelle aree maggiormente interessate dal bradisismo.

Sono stati effettuati sopralluoghi e ricognizioni sugli edifici residenziali di Pozzuoli, Bacoli e di alcune zone di Napoli. Successivamente, il decreto-legge 76/2024 ha previsto anche un ruolo specifico del Commissario straordinario per gli interventi sugli edifici pubblici.

La prevenzione riguarda però anche il patrimonio storico. Per un territorio come Pozzuoli, perdere un edificio antico significherebbe perdere una parte della propria identità.

Il Ministero della Cultura ha predisposto un Piano di settore per i beni culturali, con procedure specifiche per mettere in sicurezza personale, visitatori e patrimonio archeologico durante le emergenze.

Le esercitazioni nazionali hanno coinvolto anche il Parco Archeologico dei Campi Flegrei e i suoi siti, perché in un territorio come questo la protezione delle persone deve procedere insieme alla tutela di un patrimonio storico e archeologico di valore straordinario.

La fase attuale dimostra quanto il tema sia tutt’altro che concluso. Nel luglio 2026 l’INGV ha registrato 426 terremoti, con un evento massimo di magnitudo 4,7.

L’Istituto ha sottolineato, però, che un singolo terremoto, anche significativo, non è sufficiente da solo a indicare un cambiamento dello stato del sistema vulcanico.

È una precisazione importante, soprattutto in un territorio dove ogni scossa viene inevitabilmente vissuta con attenzione e preoccupazione.

È questa, in fondo, la sfida di Pozzuoli: convivere con un territorio che non può essere “fermo”, senza trasformare ogni movimento della terra in una condanna.

La città deve continuare a proteggere i suoi abitanti, rafforzare gli edifici, migliorare i piani di emergenza e mantenere efficiente il sistema di monitoraggio. Ma deve anche difendere ciò che la rende unica: il porto, il centro storico, il Rione Terra, l’Anfiteatro Flavio, le testimonianze romane e l’intero patrimonio dei Campi Flegrei.

Pozzuoli non può scegliere il vulcano. Può però scegliere come convivere con esso.

Ed è forse proprio questa la lezione più importante del bradisismo: la sicurezza non significa abbandonare un territorio fragile, ma conoscerlo, rispettarlo e prepararsi a vivere con i suoi cambiamenti, preservando allo stesso tempo la memoria e l’identità di una comunità che da secoli ha imparato ad ascoltare il respiro della terra.

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Paolo Papa
Paolo Papa
Medico Chirurgo Odontoiatra, appassionato di musica e giornalismo cofondatore della terza Radio Privata Napoletana (1976/81). Impegnato da sempre nel sociale sia personalmente che attraverso la professione medica. Convinto ambientalista ed ecologista, da sempre vicino al mondo del giornalismo e dello spettacolo con partecipazioni in RAI, Radio Odissea, Tv private, Emozionart e numerose esperienze di Associazionismo (Rinascita Artistica del Mezzogiorno, Meetup Na2, Giovani del Sud, Ambiente Mare Italia ..).

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