L’evento “Moda e Artigianato” orchestrato dalla Commissione Pari Opportunità sotto la guida della presidente Anna Parlato ha trasformato Catsello Doria ad Angri (Sa) in un crocevia di epoche, dove il lusso degli anni ’30 ha incontrato la spinta propulsiva della modernità più audace. Un successo di pubblico senza precedenti che ha consacrato le creazioni di “Gio Moda”, firmate dalla sapiente mano di Giovanna Alfano, come un’eccellenza del design contemporaneo.
La passerella ha vibrato di una sensualità colta, un’eleganza estrema che ha richiamato i grandi palcoscenici di Parigi e Milano per la qualità dei colpi di scena. Le modelle, simili a dive d’altri tempi, hanno sfoggiato corpetti a corsetto di una precisione architettonica, capaci di esaltare la silhouette con una grazia d’antan.
Ma il vero segreto è stato l’innesto del contemporaneo: un’esplosione di strass e pietre dure incastonate negli abiti da cerimonia per donna, uomo e bambino, che sotto i riflettori brillavano come costellazioni in movimento. A rendere ogni look un capolavoro di perfezione estetica è stato il lavoro minuzioso dietro le quinte: il trucco e le acconciature curate da Ramì Parrucchieri, che hanno saputo tradurre in stile l’anima visionaria della collezione.
L’atmosfera sonora è stata il tessuto connettivo di questa sfilata-evento. Il pubblico è stato cullato dalle melodie orchestrali ispirate a Bridgerton, che evocavano la nobiltà del palazzo, per poi essere scosso da improvvise e travolgenti incursioni di musica techno. Un contrasto magnetico che ha accompagnato l’apparizione onirica dell’angelo dalle piume nere, simbolo di una bellezza che non ha paura di osare.
Nulla è stato lasciato al caso. La narrazione visiva è stata catturata dagli obiettivi dei fotografi, pronti a immortalare ogni battito di ciglia e ogni riflesso dei tessuti, supportati da uno staff instancabile che ha garantito un ritmo fluido e professionale.
Un plauso speciale va all’impegno delle Guardie Ambientali che con discrezione e rigore hanno garantito la sicurezza e il decoro dell’intera serata, permettendo al folto pubblico di godersi lo spettacolo in totale serenità.
Dopo l’ultima uscita, il palazzo ha aperto le sue sale per un raffinato rinfresco, preludio all’energia pura del cantante rapper Bema. Con le sue rime, Bema ha chiuso il cerchio di una serata dove l’artigianato non è stato solo esposto, ma vissuto come una forza viva, capace di unire il rigore sartoriale alla libertà della strada.
Un evento che resterà negli annali come il momento in cui Gio Moda ha dimostrato che la tradizione, se vestita di luce e coraggio, non smette mai di essere moderna.

























