Il caffè non è solo una bevanda, è un gesto quotidiano, un’occasione per fermarsi, condividere, conoscersi. Dalla moka al bar, dal primo sorso al profumo che avvolge, il caffè è parte della nostra vita, un simbolo di aggregazione sociale che attraversa culture, popoli e secoli. La leggenda racconta che il caffè fu scoperto in Etiopia da un pastore che notò l’energia dei suoi animali dopo aver mangiato le bacche di una pianta sconosciuta. Da lì, la bevanda si diffuse nello Yemen, dove nacquero i primi caffè pubblici, per poi arrivare in Europa nel XVII secolo, diventando simbolo di convivialità, pensiero e incontro. A Venezia, a Parigi, a Vienna: il caffè divenne luogo di cultura e dibattito.
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Sono circa 100 milioni le tazzine di caffè bevute ogni giorno in Italia, più di 1150 al secondo. E’ quanto emerge con l’International Coffee Forum, appuntamento in programma a Napoli il 12 e 13 novembre presso il Centro Congressi dell’Università Federico II di Napoli. Nel mondo invece oltre 2 miliardi di tazze di caffè al giorno. I maggiori produttori sono Brasile, Vietnam, Colombia ed Etiopia, mentre l’Italia è tra i principali consumatori e leader nell’arte della torrefazione.

E proprio a Napoli, dove si svolgerà l’evento, il caffè ha trovato la sua patria d’elezione. Qui non è solo una bevanda, è un rito sacro, un gesto d’amore e un pretesto per socializzare. Il “caffè sospeso”, lasciato pagato per uno sconosciuto, è un simbolo di solidarietà. La città custodisce antiche caffetterie, come il Gambrinus, dove arte e politica si sono incontrate davanti a una tazzina bollente. Napoli ha dato dignità al caffè anche nel linguaggio popolare: «’Nu caffè?» è il modo per accorciare le distanze, per fare pace, per conoscersi.













