Una ferita aperta da decenni nel territorio napoletano viene finalmente rimarginata. L’abbattimento dei silos dell’ex cementificio legato al clan Nuvoletta-Polverino segna un momento simbolico e concreto di riscatto per la comunità di Quarto, che guarda ora al futuro con rinnovata fiducia.
Dopo 34 anni sono state demolite le strutture in cui il clan produceva cemento utilizzato per la realizzazione di migliaia di costruzioni abusive nell’hinterland napoletano negli anni Ottanta. Il complesso industriale, confiscato dallo Stato nel 1992, è stato successivamente acquisito al patrimonio comunale, diventando negli anni un simbolo della presenza e del potere della criminalità organizzata sul territorio. L’intervento di demolizione rappresenta un passaggio fondamentale nel processo di riqualificazione urbana e sociale dell’area. «È stato abbattuto un altro simbolo di camorra e ora si volta definitivamente pagina», ha dichiarato il sindaco di Quarto, Antonio Sabino, esprimendo soddisfazione per il risultato raggiunto.
Grazie a un finanziamento di 5 milioni di euro proveniente dai fondi del Pnrr, il progetto di riconversione è ormai nelle fasi finali. Nell’area di via Marmolito sorgerà infatti un moderno centro polivalente, destinato a diventare un punto di riferimento per la cittadinanza. Il nuovo spazio comprenderà una sala teatrale, una sala concerti, ampie aree verdi e zone dedicate al fitness e alle attività sportive all’aperto. Con una superficie di circa due ettari, si tratta del più grande bene confiscato presente nel Comune di Quarto, destinato ora a trasformarsi in un luogo di aggregazione, cultura e legalità.
Dalla demolizione di un simbolo di illegalità alla nascita di uno spazio pubblico aperto e inclusivo: Quarto compie così un passo decisivo verso la restituzione del proprio territorio ai cittadini. Un cambiamento che non è soltanto urbanistico, ma rappresenta soprattutto una vittoria civile contro la criminalità organizzata e un segnale di speranza per le nuove generazioni.













