Nel cuore della Campania prende forma un nuovo centro d’avanguardia nella lotta contro i tumori. A Mercogliano, in provincia di Avellino, è stato inaugurato un laboratorio altamente tecnologico dedicato alla ricerca in immunoncologia, destinato a diventare uno dei principali punti di riferimento del Sud Italia.
Il progetto è stato realizzato grazie alla donazione della Fondazione Irti, guidata dal giurista Natalino Irti, e rafforza il ruolo scientifico dell’IRCCS Istituto Nazionale Tumori Fondazione Pascale di Napoli nel campo della medicina di precisione e dell’immunoterapia oncologica.
Il nuovo laboratorio non è soltanto uno spazio dedicato alla ricerca, ma un vero e proprio hub scientifico e tecnologico, progettato per attrarre talenti, ricercatori e nuove professionalità nel campo della ricerca traslazionale. L’obiettivo è comprendere sempre meglio i meccanismi di resistenza alle cure e sviluppare trattamenti personalizzati che rendano l’immunoterapia sempre più efficace e accessibile per i pazienti.
Nel centro di Mercogliano convergono alcune delle linee di ricerca più promettenti della medicina contemporanea. Tra queste l’analisi del microbioma, la profilazione genetica dei pazienti – attraverso le cosiddette gene signature – e l’identificazione di nuovi biomarcatori molecolari utili a prevedere la risposta alle terapie.

Grazie a strumentazioni di ultima generazione, i ricercatori possono infatti mappare la posizione e l’interazione delle cellule tumorali con il sistema immunitario, analizzando non solo la loro presenza ma anche il modo in cui si organizzano e comunicano all’interno del tessuto tumorale. Il laboratorio nasce come un vero e proprio ecosistema di ricerca, nel quale lavorerà il team guidato dal professor Ascierto, composto tra gli altri dai ricercatori Gabriele Madonna, Domenico Mallardo, Caterina Costa e Mariaelena Capone.
La supervisione scientifica del progetto è affidata a Alfredo Budillon, direttore scientifico dell’IRCCS Pascale. «Con questo laboratorio compiamo un ulteriore salto di qualità nella medicina di precisione», sottolinea Budillon. «Non osserviamo più le cellule tumorali come entità isolate, ma ne studiamo l’architettura spaziale. Questo ci permette di capire perché alcuni pazienti rispondono alle terapie e altri no, aprendo la strada a trattamenti sempre più personalizzati che riducono gli effetti collaterali e aumentano l’efficacia delle cure».

Alla base della nascita del laboratorio c’è una storia personale segnata dal dolore e trasformata in un progetto di speranza. La Fondazione Irti, infatti, è nata dall’iniziativa del giurista Nicola Irti, che dopo un grave lutto familiare ha deciso di sostenere la ricerca scientifica.
Grazie a una donazione complessiva di 400 mila euro, la fondazione ha finanziato l’acquisto di macchinari e tecnologie avanzate che oggi permettono alla Campania di posizionarsi tra i centri più innovativi della ricerca oncologica europea.
«Abbiamo voluto che questo investimento restasse al Sud e trovasse casa nel talento dei ricercatori del Pascale», conclude il presidente Natalino Irti. «Trasformare una sofferenza privata in una risorsa collettiva è il modo più nobile per onorare la memoria e guardare al futuro. Sapere che queste tecnologie potranno offrire nuove opportunità di cura ai pazienti è il risultato più prezioso per la nostra fondazione».
Con l’apertura del nuovo laboratorio, Mercogliano si candida così a diventare uno dei poli più avanzati dell’immunoncologia nel Mediterraneo, contribuendo a rafforzare il ruolo della ricerca italiana nella sfida globale contro il cancro.















