Con il suono della prima campanella, che da lunedì segnerà l’inizio dell’anno scolastico a Bolzano e successivamente nel resto d’Italia, per molti studenti arriva anche il cosiddetto back to school blues. Una sensazione di malinconia che, in alcuni casi, può trasformarsi in vera e propria ansia da rientro.
Secondo gli esperti dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss), il ritorno sui banchi rappresenta una fase di adattamento naturale, ma può essere vissuta in modo diverso a seconda dell’età. Nei bambini più piccoli prevale la difficoltà a separarsi dai genitori, mentre tra gli studenti più grandi aumentano le preoccupazioni legate al rendimento scolastico. Durante preadolescenza e adolescenza, invece, sono soprattutto le relazioni con i coetanei e il timore dell’esclusione sociale a generare stress. I segnali del disagio possono manifestarsi sia sul piano emotivo sia su quello fisico. Tra i sintomi più frequenti ci sono pensieri ricorrenti legati alla scuola, irritabilità, difficoltà di concentrazione e bisogno continuo di rassicurazioni. Non mancano mal di pancia, mal di testa, problemi del sonno, stanchezza e perdita di appetito, oltre a possibili atteggiamenti di evitamento verso le attività scolastiche.
Per favorire un rientro più sereno, gli specialisti consigliano di ripristinare gradualmente le routine quotidiane già nei giorni precedenti all’inizio delle lezioni. Anticipare gli orari del sonno, limitare l’uso degli schermi nelle ore serali e preparare insieme il materiale scolastico può ridurre l’impatto del cambiamento. Fondamentali anche una corretta alimentazione e un adeguato riposo, elementi che aiutano a contenere stress e difficoltà di concentrazione. Un ruolo centrale spetta ai genitori, chiamati ad ascoltare e accogliere le emozioni dei figli senza minimizzare le loro paure. Gli esperti suggeriscono di mantenere un dialogo aperto, evitando pressioni e aspettative eccessive, e di utilizzare domande semplici e non giudicanti per parlare della giornata scolastica. Anche visitare la scuola prima dell’inizio delle lezioni, soprattutto in caso di nuovi inserimenti, può aumentare il senso di familiarità e sicurezza.
Particolare attenzione deve essere riservata agli studenti che affrontano passaggi importanti, come il cambio di scuola o di ciclo scolastico, e ai gemelli, che pur condividendo molte esperienze possono reagire in modo molto diverso al rientro. Gli esperti invitano a riconoscere le esigenze individuali di ciascun bambino, evitando confronti e aspettative uniformi. L’Iss sottolinea infine che il benessere scolastico non dipende soltanto dalle famiglie, ma da una collaborazione costante tra scuola, genitori e territorio. Un ambiente accogliente, relazioni positive con insegnanti e compagni, attività graduali nelle prime settimane e strategie di prevenzione del bullismo rappresentano fattori chiave per favorire l’inclusione e l’equilibrio emotivo degli studenti.
In un momento delicato come il ritorno in classe, le parole d’ordine restano ascolto, comprensione e gradualità: strumenti semplici ma fondamentali per trasformare l’ansia da rientro in un’opportunità di crescita e di ripartenza serena.
















