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HomeLa nostra Città"Fuori Tema" dei Mexico86 – Il rock napoletano che sceglie di restare vero

“Fuori Tema” dei Mexico86 – Il rock napoletano che sceglie di restare vero

C’è un momento, in ogni stagione musicale, in cui qualcuno decide di andare controcorrente. Di non seguire la moda del momento, di non piegarsi ai trend imposti dagli algoritmi o al suono levigato dei software di produzione. Con Fuori Tema, i Mexico86 compiono proprio questa scelta: restare fedeli a sé stessi. Un atto di coerenza prima ancora che di stile.

La band napoletana, alla sua seconda uscita discografica, si presenta con un album che è un manifesto d’autenticità: viscerale, diretto, privo di compromessi. Pubblicato da Freakhouse Records in digitale il 21 ottobre 2025 (il vinile arriverà a fine novembre), Fuori Tema è un disco che restituisce al rock italiano quella dimensione fisica e imperfetta che sembrava scomparsa, in un’epoca dove tutto suona “troppo perfetto” e quindi, spesso, senz’anima.

Napoli non è solo melodia e canzone d’autore, come spesso la si racconta. È una città che ha sempre coltivato una controcultura rumorosa, fatta di cantine, amplificatori e sudore. Chi ha vissuto la scena alternativa dei primi Duemila lo sa bene: dai 24 Grana ai Pan Del Diavolo, passando per le nuove generazioni cresciute tra punk e indie, qui il rock non è mai stato un genere, ma un modo di stare al mondo.

I Mexico86 si inseriscono pienamente in questa tradizione, ma con una voce propria. La loro musica nasce dal basso, dalle prove in sala di incisione e dai concerti nei club, dove il suono non è filtrato da nessun artificio. Le loro chitarre sono taglienti ma mai caotiche, la voce è ruvida ma sincera, e ogni canzone sembra voler ricordare che la verità, in musica, non si programma, si cattura.

Per quanto riguarda questo nuovo album, già il titolo dice tutto. Fuori Tema è un atto di disobbedienza, un album che non vuole piacere a tutti, che non cerca scorciatoie, che non chiede il consenso. È un lavoro che suona come una presa di posizione, contro l’inerzia creativa e contro quella tendenza a rendere ogni cosa “ascoltabile”, ma sterile.

Prodotto da Peppe De Angelis (Afterhours, Verdena, Gutter Twins) e Taketo Gohara (Baustelle, Capossela, Brunori Sas), il disco è stato registrato al Monopattino Recordings Studio e masterizzato da Giovanni Versari (Muse, Battiato, Calibro 35). La produzione è asciutta, fisica, quasi “in presa diretta”. Si percepisce l’aria dello studio, le imperfezioni delle dita sulle corde, i respiri tra un colpo di rullante e l’altro.

In un periodo in cui la musica è sempre più “prodotta”, i Mexico86 scelgono di suonarla. E questa, oggi, è già una forma di resistenza.

L’album si apre con Io non riesco, un brano che mette subito le cose in chiaro: un ritmo teso, un basso che pulsa e una voce che sembra arrivare da un microfono usurato dal tempo. È il manifesto di chi non vuole adattarsi.

Poi arriva Deflesso, dove la band canta “Mi piego ma non mi spezzo”: un verso che diventa simbolo di resilienza urbana, quasi un motto generazionale. In Cani si avverte tutta la rabbia repressa di chi si sente fuori posto: “Abbaiamo alla luna, ma nessuno ci sente”. Un’immagine potente, da cronaca metropolitana, che restituisce l’eco della solitudine collettiva.

Ma il disco non è solo rabbia. Capita anche a me apre uno spazio di vulnerabilità, di ammissione. “Capita anche a me di non sapere dove andare”, canta la voce di Vincenzo Toscano, trasformando la confessione personale in abbraccio universale. È il punto di equilibrio tra energia e malinconia, tra l’urgenza del dire e la delicatezza dell’ascoltare.

Ascoltare Fuori Tema è come assistere ad un live dentro la sala prove, nessun effetto superfluo, solo suono vero. Ogni brano ha una sua densità, un suo modo di occupare lo spazio. Le chitarre di Pietro Toscano e la batteria di Girolamo Caruso si rincorrono, si scontrano, poi si ritrovano in un equilibrio perfettamente imperfetto.

Ci sono echi dei Ministri, dei primi Verdena, persino un po’ della disillusione ironica degli Zen Circus, ma il tutto filtrato da una sensibilità più mediterranea, più emotiva. Il rock dei Mexico86 non guarda indietro, non gioca con la nostalgia, vive nel presente, con la stessa urgenza di chi non ha tempo da perdere.

Nel racconto di questo album, è giusto ricordare il ruolo di Freakhouse Records, etichetta che continua a credere nella musica come forma d’arte e non come algoritmo di intrattenimento. In un contesto dove le major inseguono i numeri e le piattaforme dettano i tempi, le etichette indipendenti restano gli ultimi presìdi di libertà creativa.

Freakhouse, in questo senso, diventa casa e cassa di risonanza per artisti che vogliono ancora dire qualcosa di autentico. Ed è forse per questo che Fuori Tema trova lì il suo posto naturale.

C’è qualcosa di profondamente contemporaneo in questa ostinazione dei Mexico86. In un mondo dove tutto tende all’omologazione, dove anche la ribellione viene messa a catalogo, loro decidono di restare “fuori tema”. Non per posa, ma per necessità.

Fuori Tema non è un disco da sottofondo. È un disco che ti costringe a fermarti, ad ascoltare, a scegliere da che parte stare. E, in un’epoca in cui la musica si consuma più che si vive, questo vale più di qualsiasi algoritmo di successo.

Forse il messaggio più potente di questo album è proprio questo: non c’è bisogno di piacere a tutti per restare veri. Basta avere qualcosa da dire, e il coraggio di dirlo ad alta voce.

Ascolta l’album in streaming
Spotify https://distrokid.com/hyperfollow/mexico86/fuori-tema
Bandcamp https://freakhouserecords.bandcamp.com/album/fuori-tema

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Alessandro Di Somma
Alessandro Di Sommahttps://www.web-napoli.it/
Alessandro Di Somma è il referente di Web Napoli Agency, specializzata nella realizzazione e nel restyling di siti web a Napoli e provincia. Sviluppa siti web professionali in ambiente WordPress, curando design, performance, sicurezza, SEO on-page e marketing SEO. Appassionato blogger, scrive di tecnologia, web design e marketing online, condividendo best practice e trend del settore.

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