La qualità degli edifici scolastici continua a essere uno dei punti deboli del sistema educativo italiano. Nonostante gli investimenti degli ultimi anni, gli studenti delle scuole superiori segnalano ancora carenze significative che incidono sulla vita quotidiana negli istituti, a partire dalle infrastrutture digitali, dai servizi e dal comfort degli ambienti. È il quadro che emerge dall’indagine realizzata dal Censis nell’ambito del progetto Iride «La scuola vista dai giovani», che ha coinvolto oltre 8.000 studenti delle scuole secondarie di secondo grado e 1.000 diplomati di età compresa tra 18 e 24 anni.
Tra le criticità più evidenti indicate dagli studenti spicca l’impianto Wi-Fi: il 56,3% lo giudica insufficiente o gravemente insufficiente. Non va meglio per i bagni scolastici, valutati negativamente dal 49,4% degli intervistati. Due aspetti molto diversi tra loro, ma che rappresentano, secondo gli studenti, il simbolo della distanza tra le esigenze della scuola contemporanea e le condizioni reali degli edifici. Anche il comfort ambientale continua a essere un problema: il 38,7% considera inadeguato l’impianto di riscaldamento.
Se i servizi essenziali raccolgono molte bocciature, i giudizi migliorano quando si parla degli spazi destinati ad attività innovative. Il 44,9% degli studenti esprime infatti una valutazione positiva per laboratori, aule di informatica, biblioteche e altri ambienti attrezzati. Apprezzati anche gli altri spazi interni dell’edificio scolastico (44,6%), gli ambienti dedicati alle attività culturali, come aule magna e teatri (40,7%), e le aree esterne (39,7%).
Più tiepido il giudizio sulle aule tradizionali, che restano il principale luogo della didattica quotidiana. Il 40,3% le valuta appena sufficienti, il 30,2% assegna un giudizio positivo, mentre quasi uno studente su tre (29,5%) le considera inadeguate. Anche gli edifici scolastici nel loro complesso e gli impianti sportivi mostrano una situazione divisa: le valutazioni positive raggiungono rispettivamente il 35,8% e il 38,0%, ma resta consistente la quota di chi li ritiene insufficienti (28,5% e 29,3%).
L’indagine restituisce inoltre l’immagine di una scuola percepita come poco moderna. Il 41,0% degli studenti descrive la propria struttura come “normale”, il 34,4% la definisce “vecchia”, il 21,6% la considera “funzionale”, mentre soltanto il 5,9% la giudica realmente “moderna”. Una normalità che, secondo il Censis, sembra riflettere più un adattamento a edifici datati e bisognosi di manutenzione che una valutazione realmente positiva. Non mancano, infatti, giudizi che evidenziano problemi concreti: il 17,3% degli studenti ritiene la propria scuola male attrezzata, il 16,7% la considera sporca, il 9,5% inadeguata, il 4,7% addirittura pericolosa e il 4,0% fatiscente.
Diversa, almeno in parte, la percezione dei diplomati tra i 18 e i 24 anni coinvolti nella ricerca. Guardando alla propria esperienza scolastica con il senno di poi, cresce la quota di chi ricorda edifici funzionali (39,1%), puliti (24,2%), accoglienti e sicuri (16,6%) o moderni (15,5%). Anche tra gli ex studenti, tuttavia, prevalgono le definizioni di scuole “normali” (46,4%) e “vecchie” (33,7%), confermando come l’edilizia scolastica resti una delle principali sfide per il sistema educativo italiano.
Il quadro delineato dall’indagine evidenzia quindi una scuola che, pur mostrando segnali di miglioramento negli spazi dedicati all’innovazione didattica, continua a fare i conti con edifici spesso datati e servizi ritenuti inadeguati dagli studenti. Un tema che va oltre la semplice manutenzione delle strutture e che riguarda direttamente la qualità dell’esperienza scolastica e la capacità del sistema educativo di rispondere alle esigenze delle nuove generazioni.
















