Non solo plastica visibile e ingombrante: lungo le coste italiane si nasconde un inquinamento meno appariscente ma altrettanto pericoloso, quello dei piccoli rifiuti dispersi nella sabbia. A lanciare un nuovo allarme è Legambiente, che in occasione della Giornata nazionale del mare ha diffuso i dati aggiornati dell’indagine Beach Litter, fotografando una situazione che continua a destare forte preoccupazione.
In dodici anni di monitoraggi sono stati raccolti oltre 50 mila mozziconi di sigaretta, con una media di 77 ogni 100 metri di spiaggia. Numeri che rendono questo tipo di rifiuto il secondo più presente lungo i litorali italiani, subito dopo la plastica, che da sola rappresenta circa l’80% dei rifiuti complessivi.
Il problema è tutt’altro che marginale. I filtri delle sigarette, infatti, sono composti da plastica e richiedono anni per degradarsi completamente. Durante questo lungo processo rilasciano sostanze tossiche e microplastiche, contribuendo all’inquinamento marino e mettendo a rischio l’equilibrio degli ecosistemi.

Nonostante siano previste sanzioni per chi abbandona rifiuti, il fenomeno resta ampiamente diffuso. Alla base ci sono comportamenti scorretti, ma anche una carenza di controlli e di attenzione diffusa verso il problema.
Per contrastare questa emergenza torna la campagna “Spiagge e Fondali Puliti”, promossa su tutto il territorio nazionale con decine di iniziative dedicate alla raccolta dei rifiuti e alla sensibilizzazione di cittadini e istituzioni. L’obiettivo è ridurre l’impatto dell’inquinamento, proteggere il mare e favorire una maggiore responsabilità collettiva, ricordando che la salvaguardia delle coste passa anche dai gesti quotidiani di ciascuno.

















