HomeAmbienteSpiagge senza fumo a Vibonati, più tutela per salute e mare

Spiagge senza fumo a Vibonati, più tutela per salute e mare

Dal 12 agosto stop a sigarette, e-cig e tabacco riscaldato sugli arenili e nelle acque di balneazione. Multe fino a 500 euro per chi viola il divieto.

Una spiaggia più pulita, meno mozziconi abbandonati sulla sabbia e una maggiore tutela per chi non vuole respirare il fumo degli altri. È questa la chiave, più ancora dell’aspetto sanzionatorio, con cui leggere la scelta del Comune di Vibonati, nel Golfo di Policastro.

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Dal 12 agosto 2026 è infatti vietato fumare su tutte le spiagge e negli specchi d’acqua destinati alla balneazione del territorio comunale. Il provvedimento è contenuto nell’ordinanza sindacale numero 6, firmata dal sindaco Manuel Borrelli ed entrata in vigore nella stessa giornata. Non si tratta, peraltro, di una misura limitata alla stagione estiva. L’ordinanza ha efficacia fino a eventuale revoca e riguarda chiunque frequenti il litorale comunale.

Il divieto non affronta il fumo soltanto come questione sanitaria. Mette insieme due problemi che sulla spiaggia finiscono inevitabilmente per incontrarsi, la tutela delle persone dal fumo passivo e quella dell’ambiente dall’abbandono dei residui dei prodotti da fumo.

L’ordinanza stabilisce il divieto di fumare sull’intero arenile del territorio comunale e negli specchi d’acqua riservati alla balneazione.

E quando si parla di fumo non ci si riferisce esclusivamente alla classica sigaretta. Il provvedimento comprende anche le sigarette elettroniche e i dispositivi a tabacco riscaldato. Allo stesso tempo viene vietato l’abbandono sulla spiaggia e nelle acque marine dei rifiuti derivanti dai prodotti da fumo.

È una precisazione tutt’altro che secondaria. Negli ultimi anni sono cambiate le abitudini dei consumatori e accanto alle sigarette tradizionali si sono diffusi dispositivi differenti. La scelta di Vibonati traccia così un confine facilmente comprensibile, sull’arenile e nelle acque di balneazione si punta a creare uno spazio libero dal fumo e dai relativi rifiuti.

Vibonati, niente fumo in spiaggia per proteggere salute e ambiente
Vibonati, niente fumo in spiaggia per proteggere salute e ambiente

Chiunque abbia frequentato una spiaggia molto affollata conosce la scena. Basta guardare con un po’ di attenzione vicino agli ombrelloni o lungo la battigia per trovare qualche mozzicone infilato nella sabbia. Piccolo, apparentemente insignificante e proprio per questo fin troppo facile da abbandonare.

Il problema è che quel mozzicone non scompare quando smettiamo di vederlo. I filtri delle sigarette sono costituiti prevalentemente da acetato di cellulosa, un materiale plastico che può frammentarsi progressivamente nell’ambiente. Il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente richiama da tempo l’attenzione sull’impatto dei filtri dispersi e sulle microplastiche che possono derivarne.

Ecco perché vietare l’abbandono dei residui del fumo non è semplicemente una questione di decoro. Una spiaggia senza mozziconi è certamente più bella e piacevole da frequentare, ma è soprattutto un ambiente nel quale viene eliminata una fonte evitabile di rifiuti.

Le dimensioni del fenomeno aiutano a comprenderne la portata. Secondo il Segretariato della Convenzione quadro dell’Organizzazione mondiale della sanità per il controllo del tabacco, ogni anno vengono dispersi nell’ambiente circa 4,5 trilioni di mozziconi di sigaretta.

Numeri enormi, che mettono nella giusta prospettiva un gesto apparentemente banale come spegnere una sigaretta nella sabbia.

C’è poi l’altro elemento centrale del provvedimento, quello sanitario. Una spiaggia non è un ambiente chiuso. C’è vento, c’è una naturale dispersione dell’aria e le condizioni sono evidentemente diverse da quelle di una stanza o di un’automobile. Questo, però, non significa che il fumo degli altri scompaia per magia.

Su arenili affollati, dove ombrelloni e lettini possono trovarsi a breve distanza, il fumo prodotto da una persona può raggiungere chi le sta accanto. Una situazione che merita ancora più attenzione in presenza di bambini.

L’Istituto Superiore di Sanità ricorda che non esiste un livello di esposizione al fumo passivo considerabile privo di rischi e che l’inalazione involontaria espone a sostanze tossiche e cancerogene.

Il tema, quindi, va oltre la semplice contrapposizione tra fumatori e non fumatori. Una spiaggia è uno spazio condiviso e proprio questa caratteristica porta inevitabilmente a chiedersi dove debba fermarsi un’abitudine individuale quando produce conseguenze per chi si trova a pochi metri di distanza.

Nelle motivazioni dell’ordinanza vengono richiamate la salute pubblica, la salvaguardia dell’ambiente ed il decoro del litorale, con attenzione anche alla presenza di numerose persone e bambini negli spazi balneari.

Il sindaco Manuel Borrelli ha spiegato che l’obiettivo è tutelare la salute delle persone e, contemporaneamente, contribuire alla salvaguardia e al decoro del litorale, auspicando una maggiore attenzione di residenti e turisti verso l’ambiente e gli spazi comuni.

Ed è probabilmente questo il punto più interessante. Il divieto può essere letto semplicemente come una limitazione oppure da una prospettiva differente, quella di una spiaggia considerata non soltanto come luogo nel quale trascorrere qualche ora d’estate, ma come bene comune da preservare.

Naturalmente il provvedimento non si limita alle raccomandazioni. Per chi viola il divieto sono previste sanzioni amministrative da 25 a 500 euro, ai sensi dell’articolo 7 bis del decreto legislativo 267 del 2000.

I controlli saranno effettuati dalla Polizia Locale, dalla Capitaneria di Porto di Sapri e dalle altre forze dell’ordine territoriali. Il Comune provvederà inoltre a installare apposita cartellonistica informativa lungo il litorale.

La sanzione, però, rappresenta soltanto una parte della questione. Provvedimenti di questo genere possono produrre risultati duraturi soprattutto quando alla possibilità della multa si affianca la comprensione del motivo per cui una determinata regola è stata introdotta.

Una sigaretta in meno accesa accanto a un altro bagnante può sembrare poca cosa. Un mozzicone in meno sulla sabbia ancora meno.

Moltiplichiamo però quel gesto per centinaia di persone, per settimane di stagione balneare e per chilometri di costa. La prospettiva cambia rapidamente.

Vibonati interviene su una porzione necessariamente piccola di un problema molto più grande, ma è proprio a livello locale che numerosi comportamenti quotidiani possono essere modificati.

Non fumare sulla spiaggia significa evitare di esporre al proprio fumo chi si trova nelle vicinanze. Non lasciare un mozzicone nella sabbia significa impedire che quel rifiuto rimanga sull’arenile o possa raggiungere il mare.

Il Cilento costruisce buona parte della propria attrattività sulla qualità del paesaggio, sulla costa e sul rapporto con un territorio che difficilmente può essere separato dalla sua tutela. In un contesto del genere, una spiaggia pulita non è soltanto un bel biglietto da visita per chi arriva in vacanza, ma parte stessa dell’esperienza di quel luogo.

L’ordinanza di Vibonati parte da un divieto molto concreto, ma pone una questione più ampia. Quanto siamo disposti a modificare piccole abitudini personali per rendere più vivibili gli spazi che condividiamo?

In fondo, la spiaggia non finisce sotto il nostro ombrellone e il mare non comincia soltanto quando entriamo in acqua. Sono spazi comuni. E mantenerli più puliti e più salubri conviene davvero a tutti.

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