In un mondo segnato da divisioni e conflitti, lo sport torna a essere un linguaggio universale capace di unire. In occasione della Giornata internazionale dello sport per lo sviluppo e la pace, celebrata il 6 aprile sotto l’egida delle Nazioni Unite, il Papa ha lanciato un forte appello affinché lo sport diventi sempre più uno strumento di inclusione, dialogo e costruzione della pace.
Durante il Regina Coeli del lunedì dell’Angelo, il Pontefice ha rivolto il suo pensiero a tutti coloro che partecipano alle iniziative legate alla Giornata, sottolineando come lo sport, con il suo linguaggio universale, possa favorire fraternità e incontro tra i popoli. L’invito è chiaro: promuovere uno sport libero da logiche di profitto esclusivo e orientato al bene comune.
Un tema già affrontato nella recente Lettera “La vita in abbondanza”, pubblicata in occasione dell’apertura dei Giochi olimpici invernali, in cui viene evidenziato il ruolo storico dello sport nella crescita delle civiltà e nella formazione integrale della persona.
Secondo le Nazioni Unite, lo sport rappresenta infatti un potente motore di trasformazione sociale: supera barriere culturali e sociali, rafforza il dialogo tra comunità e contribuisce a ridurre le disuguaglianze. L’edizione di quest’anno della Giornata punta in particolare a valorizzare dati e buone pratiche che dimostrano il contributo concreto dello sport agli obiettivi dell’Agenda 2030, dalla salute alla parità di genere fino alla costruzione di società più inclusive e pacifiche.
Nel suo intervento, il Papa ha poi rinnovato la preoccupazione per i conflitti che affliggono l’umanità, esortando tutti a continuare a invocare il dono della pace. Un pensiero accompagnato dagli auguri per il tempo pasquale e dalla gratitudine per le preghiere ricevute, con l’auspicio che questo periodo sia vissuto nella gioia e nella fede.














