Il corto “Una faccia da cinema” di Alberto Salvucci si è aggiudicato il Gran Premio Cinema e Borghi 2025 del concorso cinematografico indetto dal Cilento Fest, il festival internazionale per la promozione del cinema legato al racconto dei paesi e delle aree interne, giunto quest’anno alla quarta edizione. La manifestazione, diretta dall’editore e scrittore Max De Francesco, organizzata dalla società Iuppiter – fondata da De Francesco e dalla giornalista Laura Cocozza, coproduttrice del progetto e conduttrice, con il giornalista Espedito Pistone, di tutte le serate – e dall’associazione culturale I Disinvolti, presieduta da Enrico Lava, si è svolta anche quest’anno nel piccolo borgo cilentano di Perito che, per quattro giorni, è stato animato da proiezioni, spettacoli, presentazioni di libri, cinetalk, visite guidate e laboratori creativi.
A decidere l’opera vincitrice, tra gli oltre 150 film in gara, provenienti da 16 paesi di produzione, è stato il comitato artistico composto dal produttore Gianluca Arcopinto, dall’attore e produttore Cesare Apolito, dal regista Andrea D’Ambrosio e dall’attore Bruno Cariello.
Dalla brama di vivere di Ugo Tognazzi alla ricerca della verità di Giancarlo Siani, dal sound geniale di Pino Daniele alla passione per le tradizioni di Pasolini: questi i miti che sono stati raccontati durante questa edizione, insieme ai fratelli Maria Sole e Gianmarco Tognazzi, ad Alessandro Daniele, Enzo Decaro, Mario Rosini e a Ninetto Davoli: un viaggio nel cinema delle emozioni arricchito da eventi collaterali ideati e curati da Francesca Romana Cirillo e Vanessa Tedesco dell’associazione “I disinvolti”.
Tanti i riconoscimenti cinematografici: a Ninetto Davoli il premio alla carriera; a Paolo Carnera quello dedicato a “I mestieri del cinema” come direttore della fotografia”, ad Aurora Ruffino quello per “Cinema e scrittura”, a Giuseppe Gallo e Fausto Verginelli il premio “Opera prima” per il film “L’altra via”, a Nicola Acunzo il premio “Cinema e Teatro”, ad Antonia Liskova quello come migliore attrice, ad Alessandro Daniele il premio “Cinema e Impresa”, alla cantautrice Dadà il premio “Donne del Sud”. Ad Adolfo Durante è andato invece il premio istituito per la prima volta quest’anno, “Come dentro un film”, dedicato ad artisti le cui vite potrebbero benissimo diventare racconto cinematografico.

Tra i momenti speciali del Cilento Fest, il ricordo di Giancarlo Siani a 40 anni dalla morte, con la proiezione del film “E io ti seguo” di Maurizio Fiume, l’anteprima nazionale del corto promozionale “Cilento Magico” di Andrea D’Ambrosio e la passeggiata notturna “tra leggende e lanterne” nei vicoli del borgo curata dalla storica e psicologa dell’arte Maria Pina Cirillo.
Ad aprire tutte le serate, il videospot “Dio mi deve delle spiegazioni”, ideato da Max De Francesco, prodotto da Iuppiter e realizzato da Tony Baldini, in cui un disegno dell’artista cilentano Andrea Celano si anima tra il suono delle bombe e una citazione tratta dal film “Giù la testa” di Sergio Leone: un modo di dire no alle guerre e alle false rivoluzioni, senza urlare ma resistendo con l’arte, la bellezza e la scelta ostinata di ritrovarsi insieme.






















