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HomeScienza e SaluteSuicidio assistito: la volontà delle gemelle Kessler che scuote e divide l'opinione pubblica

Suicidio assistito: la volontà delle gemelle Kessler che scuote e divide l’opinione pubblica

Il tema della morte consapevole e medicalmente assistita rappresenta una delle sfide etiche e giuridiche più ardue del nostro tempo. Il diritto all'autodeterminazione dell'individuo di fronte a sofferenze insopportabili si scontra con il principio etico e legale dell'inviolabilità della vita

Morire per scelta, senza nessuna sciagura, malattia o volontà esterna. Morire per una personale decisione, con data e orario in cui termina la propria vita.
Autonomia della scelta o inviolabilità della vita? Quanti interrogativi, dubbi e riflessioni pone tutto ciò? Sicuramente tanti.
Una delle notizie che ha colpito profondamente l’opinione pubblica in queste ore è la decisione delle gemelle Kessler, famosissime icone dello spettacolo italiano, di ricorrere al suicidio assistito. Un gesto che scuote, divide, ma soprattutto apre, ancora una volta, il dibattito su un tema complesso e delicato: il diritto alla morte consapevole.
Nella loro casa a Gruenwald, un piccolo comune alle porte di Monaco, la polizia bavarese, intervenuta ieri con una pattuglia, le ha trovate senza vita, escludendo la responsabilità di terzi. A confermare che la loro è stata una scelta consapevole e pianificata è stata l’Associazione tedesca per una morte dignitosa (Dghs), che ha spiegato al quotidiano Sueddeutsche Zeitung che si è trattato di un suicidio assistito.
Le due sorelle erano in contatto con l’organizzazione già da tempo per ricorrere ad una pratica che, in Germania, , è consentita a determinate condizioni: possono ricorrere al suicidio assistito i maggiorenni, capaci di agire e di farlo esclusivamente sotto la propria responsabilità. Sempre in Germania invece  è vietata l’eutanasia, per la quale un medico somministra direttamente un farmaco letale al paziente, su sua esplicita e volontaria richiesta (reato in Italia, configurato come omicidio del consenziente).

Il tema del suicidio assistito (o medicalmente assistito) rappresenta una delle sfide etiche e giuridiche più ardue del nostro tempo. Al centro della discussione vi è il diritto all’autodeterminazione dell’individuo di fronte a sofferenze insopportabili e irreversibili, che si scontra con il principio etico e legale dell’inviolabilità della vita. La questione non ammette risposte semplici e continua a generare un dibattito acceso a livello globale e, in particolare, in Italia.
I sostenitori del suicidio assistito pongono l’accento sul principio di autonomia del paziente e sul diritto a una morte dignitosa.
Chi si oppone solleva invece profonde questioni etiche, morali e sociali, spesso basate sulla sacralità della vita e sul ruolo della medicina. Nello stesso tempo i contrari sottolineano l’importanza di investire e migliorare l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore, come unica risposta etica alla sofferenza.
La riflessione su questa pratica non può prescindere dall’ascolto delle storie personali di chi soffre e dalla ricerca di un equilibrio tra la tutela della vita come valore supremo e il rispetto della dignità individuale nel momento più vulnerabile dell’esistenza.

In molti Paesi europei, il suicidio assistito è regolamentato da leggi precise. In Italia, invece, il tema è ancora controverso, oggetto di discussioni etiche, religiose e legislative. La Corte Costituzionale con la storica sentenza 242/2019, nota come sentenza Cappato/Dj Fabo, ha aperto alcuni spiragli e dibattiti accesi, ma manca ancora una legge organica sul fine vita.

La scelta delle Kessler ha colpito non solo per il gesto in sé, ma anche per la loro storia: due donne che hanno vissuto unite sul palcoscenico e nella vita, simbolo della televisione degli anni d’oro, delle sigle in bianco e nero, dell’eleganza e del varietà. Gemelle per vocazione e per scelta, anche nell’ultimo passo hanno voluto restare insieme. Con le loro gambe instancabili, il sorriso smagliante e il talento naturale, hanno conquistato il cuore del pubblico italiano, diventando vere e proprie icone pop. Oggi il loro ultimo atto ci impone di fermarci a riflettere, non solo sul tema della morte, ma anche — e forse soprattutto — sul valore della vita, della libertà e della dignità personale.
Quanto conta la libertà di scegliere fino alla fine? È possibile garantire dignità anche nell’addio? E come conciliare la compassione con la legge?

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Lello La Pietra
Lello La Pietra
Giornalista professionista, autore e conduttore televisivo. Già caporedattore e inviato per oltre 16 anni del TG della storica emittente Canale 21. Ha collaborato come autore testi per i programmi di Rai Educational presso il Centro produzione Rai di Napoli. Dal 2008 lavora nell'ufficio stampa di Anas, ha gestito la comunicazione per l'autostrada “Salerno-Reggio Calabria” e dal 2015 è responsabile dei media nazionali e territoriali. Ideatore del progetto Giovani del Sud, un format televisivo nato nel 2000 su Canale 21 ed oggi piattaforma social, per fare informazione sulle idee e la creatività delle nuove generazioni del Sud.

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