Un weekend a teatro per riflettere, pensare, rileggere la storia vera del nostro passato ed applaudire.
Questa sera e domani 29 marzo, il teatro Binario 7 di Monza ospita lo spettacolo «Nell’occhio del labirinto. Apologia di Enzo Tortora», una produzione del Teatro della Cooperativa diretta da Chicco Dossi e interpretata da Simone Tudda.
La rappresentazione ripercorre la vicenda giudiziaria di Enzo Tortora, il popolare conduttore televisivo arrestato nel 1983 con accuse infondate di collusioni con la camorra, e successivamente assolto, un caso che segnò profondamente la storia giudiziaria e mediatica italiana.
Domenica 29 marzo, al termine dello spettacolo, l’avvocato Raffaele Della Valle, che difese Tortora e vanta sessant’anni di carriera, dialogherà con l’attore Tudda sui momenti chiave del processo, offrendo al pubblico una testimonianza diretta di quella drammatica vicenda.
La scelta di portare in scena questa storia non è solo un omaggio alla figura di Tortora, ma anche un invito a riflettere sulla giustizia, sul ruolo dei media e sul fragile equilibrio tra sospetto e verità.
Il teatro diventa così strumento di memoria civile, trasformando una vicenda giudiziaria in una narrazione emotiva e partecipata.
Tuttavia, la rilettura teatrale del caso Tortora non può prescindere da alcune criticità. Da un lato, la rappresentazione rischia di semplificare i complessi meccanismi giudiziari e mediatici che portarono all’ingiusta accusa, offrendo una versione quasi eroica dei protagonisti. Dall’altro, la messa in scena rischia di rimanere confinata nella dimensione del racconto nostalgico, senza stimolare una riflessione più ampia sul sistema giudiziario attuale e sulle dinamiche di colpevolezza presunta che ancora oggi caratterizzano l’opinione pubblica.

Lo spettacolo e il dibattito rappresentano dunque un’occasione doppia: rivivere un capitolo cruciale della storia italiana, e interrogarsi su come le ingiustizie possano ancora ripetersi se la memoria collettiva non rimane vigile.

















