Il clima globale si prepara a una nuova, potente accelerazione. Dopo anni segnati da temperature record e fenomeni meteorologici sempre più estremi, le ultime previsioni indicano l’arrivo di un “super El Niño” già dalla prossima estate. Un evento che, secondo gli esperti, potrebbe portarci una estate davvero bollente e spingere il 2027 a diventare l’anno più caldo mai registrato.
A delineare questo scenario è l’Ecmwf, il Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine, che segnala un significativo aumento delle temperature superficiali nel Pacifico equatoriale. Quando questo riscaldamento supera i 2 gradi rispetto alla media climatica per almeno tre mesi, si entra infatti nella categoria dei cosiddetti “super El Niño”, tra i fenomeni più intensi e impattanti del sistema climatico terrestre. “È atteso un evento molto consistente”, spiega Pierluigi Randi, presidente dell’associazione Ampro. “Queste anomalie termiche non restano confinate all’oceano, ma influenzano l’intero sistema atmosferico globale, aumentando la probabilità di eventi meteorologici estremi e facendo salire ulteriormente le temperature medie”.
El Niño, nella sua forma più “debole”, si manifesta già con un aumento di appena 0,5 gradi rispetto alla media. Ma quando si superano gli 1,5 gradi si parla di evento forte, e oltre i 2 gradi si entra in una fase critica, capace di alterare gli equilibri climatici su scala planetaria. Le conseguenze sono particolarmente evidenti nelle Americhe, mentre in Europa gli effetti tendono a essere più attenuati, ma non per questo trascurabili. L’ultimo episodio, tra il 2023 e il 2024, aveva già fatto registrare temperature oceaniche record, contribuendo a un’impennata delle medie globali. E proprio la combinazione tra oceani più caldi e atmosfera instabile è uno dei fattori che favoriscono fenomeni violenti come uragani, ondate di calore e precipitazioni intense.
A complicare ulteriormente il quadro è il delicato equilibrio con La Niña, il fenomeno opposto che tende invece a raffreddare temporaneamente il clima globale. Entrambi fanno parte dell’Enso, un sistema di oscillazione naturale delle temperature oceaniche. Ma negli ultimi anni, sempre più spesso, questi cicli si inseriscono su una base già alterata dal riscaldamento globale di origine antropica.
Ed è proprio questo il punto cruciale: eventi come il super El Niño non sono nuovi, ma oggi agiscono in un contesto climatico già compromesso. Il risultato è una sorta di effetto amplificatore, in cui ogni oscillazione naturale produce impatti più intensi e difficili da prevedere. Se le previsioni saranno confermate, il 2027 potrebbe segnare un nuovo record negativo, diventando simbolo di una tendenza ormai evidente. Più che un evento isolato, il super El Niño rischia di essere l’ennesimo campanello d’allarme di un sistema climatico sempre più sotto pressione.













