C’è un’immagine che Elsa Morante ha consegnato alla storia della letteratura: quella di un mondo che, nonostante le sue macerie, può essere salvato solo dalla purezza anarchica e visionaria dei giovani. È proprio questo lo spirito “Il mondo salvato dai ragazzini” che animerà la XXXVIII edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino, in programma dal 14 al 18 maggio 2026. L’annuncio arriva insieme a una conferma che sa di stabilità e lungimiranza: Annalena Benini rimarrà alla guida della kermesse fino al 2029.
Una scelta che premia una direzione capace di mescolare con grazia il pop e l’alto, il mercato e la riflessione pura.
A tagliare il nastro quest’anno sarà la “regina del multiculturalismo” britannico, Zadie Smith. La sua lezione inaugurale promette di tracciare le coordinate di un’epoca frammentata, cercando ponti tra generazioni.

Ma il calendario è già fittissimo: dai labirinti della psiche di Emmanuel Carrère alle riflessioni etiche di David Grossman, passando per il noir mediterraneo di Petros Markaris e l’energia cruda di Irvine Welsh. Un programma che conferma Torino come il crocevia inevitabile della letteratura globale.
Padiglioni in fermento: la spinta dell’editoria indipendente
Se gli autori sono il cuore, gli editori sono i polmoni del Salone. Quest’anno, l’area espositiva vede il protagonismo di realtà che stanno ridisegnando il modo di fare scouting e promozione.
Il “gigante” Pathos Edizioni : Al secondo padiglione, gli occhi saranno puntati sulla casa editrice Pathos. Con uno stand monumentale, la casa editrice si impone fisicamente nello spazio della fiera, segnalando una fase di espansione ambiziosa e la volontà di accogliere il pubblico in un ambiente dinamico e immersivo.
Riflettori accesi anche su CTL Editore. Alberto Marubbi ha deciso di potenziare drasticamente il proprio staff e di stringere partnership strategiche d’alto livello. L’obiettivo? Non solo stampare libri, ma costruire veri e propri percorsi di carriera per gli autori, garantendo una promozione che vada ben oltre i confini del Lingotto.
In un’edizione così densa, la comunicazione gioca un ruolo chiave. A raccontare i dietro le quinte, le interviste esclusive e il polso della fiera sarà “Italiani News”.
Come Media Partner d’eccezione, la testata “Life and News” assicurerà una presenza costante per tutta la durata dell’evento, trasformando il Salone in un racconto multimediale accessibile a chiunque, ovunque si trovi.
Torino 2026 si preannuncia quindi come un’edizione di “straordinaria ordinarietà”: un luogo dove la carta stampata non è un feticcio del passato, ma lo strumento con cui i “ragazzini” di oggi (e di ieri) proveranno a salvare, ancora una volta, il mondo
















