Il primato del Friuli non nasce dal caso. La Regione ha industrializzato la propria presenza social, con un mix che va dall’awareness alla brand reputation istituzionale. Su LinkedIn è benchmark nazionale per approccio business-oriented e presidio degli stakeholder, mentre su TikTok lavora su turismo esperienziale con formati brevi e autentici, parlando bene a un pubblico giovane. Trento consolida una identità visiva forte, specie su Instagram, a riprova che l’impianto visuale è asset competitivo quando è sostenuto da un calendario editoriale solido. L’Abruzzo, terzo, capitalizza una community coesa e una narrazione “dal basso” che premia in termini di partecipazione.
Guardando alla massa critica dei follower i grandi numeri non bastano ma aiutano. Infatti, Bolzano è prima oltre quota 1 milione (1.056.731), davanti a Trento (944.826) e Toscana (909.766). Seguono Marche, Sicilia e Friuli; chiudono la top ten Veneto, Puglia, Emilia-Romagna e Lazio. Numeri così non si improvvisano: richiedono anni di presidio e una content factory capace di scalare su piattaforme diverse senza perdere identità.
Il quadro per piattaforma è piuttosto istruttivo. Su Facebook comanda Bolzano per base fan, ma il miglior engagement per post è del Friuli, segnale che il “peso” di un contenuto non coincide con la platea potenziale. Su Instagram la più seguita è Trento, mentre la Liguria primeggia per interazioni medie, grazie a un racconto estetico capace di alternare paesaggi e cultura locale senza cadere nella cartolina. Su X la Regione più seguita sono le Marche, ma l’engagement migliore è del Lazio: tempestività e funzione informativa pagano ancora, anche se 15 Regioni risultano inattive e qui il tema diventa strategico più che tattico. Su YouTube domina ancora Bolzano, a conferma che la video strategy è un investimento a ritorno lungo ma resiliente. LinkedIn e TikTok sono terreno di caccia del Friuli, due universi diversi tenuti insieme da una regia editoriale che converte reputazione in attenzione qualificata. Su Pinterest svetta la Sicilia, con un feed che sposa arte, tradizioni e cucina locale.
Se dovessi scegliere una sola vanity metric per valutare la salute di un progetto social ad indirizzo turistico, sceglierei l’engagement medio per post. È la metrica che restituisce quanto le persone si riconoscono nel racconto identitario, non solo quante lo osservano. Non a caso la stessa analisi evidenzia come Liguria, Friuli e Lazio emergano proprio su questo fronte. È il passaggio dalla reach alla relazione per giungere alla reputazione.
Interessante la normalizzazione per popolazione. Bolzano ha il rapporto follower/abitanti migliore, segno di una presenza radicata e di una community locale attiva; all’opposto la Campania è il fanalino di coda, un gap spiegabile con un mix di alfabetizzazione digitale, risorse e priorità comunicative. Non basta “aprire un profilo”, serve un investimento culturale sul digitale, dalla formazione del team alla misurazione dei risultati.
La lezione di fondo è semplice ma impegnativa: non contano solo i follower, conta la capacità di trasformare un territorio in un media brand credibile, coerente e misurabile. In un mercato globale dove un video può spostare un viaggio intercontinentale, l’identità digitale diventa infrastruttura. E come ogni infrastruttura va progettata, manutenuta e potenziata, perché i like passano, mentre la reputazione quando è ben costruita, resta!









